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mercoledì 12 aprile 2017

I Criminali pedofili protetti dalle Istituzioni


Il prete pedofilo, violentatore seriale di bambini, Kevin O'Donnell

L'esperto di abusi sessuali su minori, l'americano Bruce Perry, ha parlato in collegamento video alla Royal Commission into Institutional ­Responses to Child Sexual Abuse spiegando cosa succede nella mente dei bambini violentati dai preti pedofili...



Perry era uno dei 36 esperti del settore che hanno dato prova la scorsa settimana nel corso dell'udienza pubblica finale della Royal Commissionistituita nel 2013 dal governo australiano per indagare e riferire sulle risposte da parte di tutte le principali istituzioni - istituzioni educative, gruppi religiosi, organizzazioni sportive, istituzioni statali, organizzazioni giovanili - alle istanze e alle accuse di abusi sessuali su minori.

La Commissione ha portato alla luce il solito pattern di omertà e cover-up, come i violentatori di bambini venissero sistematicamente spostati da un luogo all'altro invece di essere denunciati, come nessuno sia stato in grado, volente o nolente, di porre fine agli abusi.

Perry ha fatto l'esempio del prete pedofilo Kevin O'Donnell; aveva 66 anni più di Emma, una bambina di sei anni; lui era il parroco, con l'accesso alla scuola primaria e a 300 bambini. Lui è andato in prigione nel 1995 per 14 mesi per aver aggredito sessualmente diversi bambini (le accuse di stupro sono state poi ritirate in un patteggiamento). Dal 1958 fino a quando è stato arrestato, ha violentato almeno 100 bambini.

Emma ha perso la sua vita 26 anni dopo una vita traumatica piena di disperazione, autolesionismo e tossicodipendenza.

Un'altra vittima di O'Donnell, Katie, ha cominciato a bere ed è stata investita da una macchina in stato di ebbrezza. Ha trascorso 12 mesi in ospedale e ora, 18 anni dopo, riceve ancora 24 ore di assistenza, come sempre sarà.

Nella sua testimonianza, l'arcivescovo Julian Porteous ha detto che il motivo per cui nessuno ha agito per fermare l'abuso sessuale è stato perché “nessuno capiva la gravità degli effetti sui bambini”. Questa comune e assurda scusa è stata utilizzata dalla gerarchia ecclesiastica fin dal 1994. Usandola, ammettono che erano a conoscenza dei crimini. E di non averli fermati.

Un altro arcivescovo ha descritto lo stupro forzato, spesso violento, di migliaia di bambini come “comportamento anomalo”, non uno di loro ha mosso un dito o detto una parola.

L'arcivescovo di Melbourne, Frank Little, sapeva dei crimini di O'Donnell da allora. La Commissione Reale ha detto che nel 1986, l'anno prima che Emma iniziasse la scuola, aveva ricevuto una lettera da una suora che lo informava che O'Donnell aveva aggredito sessualmente un ragazzo nell'arco di diversi anni.

Little non ha fatto niente - un atto di negligenza criminale. 



Nel 1978 un magistrato e un avvocato gli si avvicinarono informandolo di un ragazzo nella loro parrocchia che era stato violentato dal prete pedofilo Bill Baker. L'arcivescovo ha urlato ai due uomini di lasciare il suo ufficio. Ma ha agito: giorni dopo ha trasferito Baker in un'altra parrocchia, dove i suoi crimini non erano noti. Da adulti, alcune delle sue vittime sono andate alla polizia. Baker è stato imprigionato per alcuni dei suoi crimini e poi ha vissuto con una generosa pensione della Chiesa.


Ulteriori prove dimostrano che la gerarchia cattolica era a conoscenza nel 1958 del fatto che O'Donnell violentava i bambini. Non hanno fatto nulla e O'Donnell ha continuato a violentare bambini liberamente per altri 34 anni fino a quando non è andato in pensione con un titolo onorifico dalla Chiesa.



Ma dove erano i rappresentanti della gerarchia della Chiesa durante le audizioni finali della Commissione Reale sulle storie delle 4445 vittime affidate alla loro cura?





Forse avrebbero potuto mostrare qualche segno di umanità, magari perfino dell'empatia per le vittime. Ma niente, non si sono presentati, nessuna voce neanche da Papa Francesco, il Papa nemico dei pedofili, a parole.



Nessuna voce in merito neanche dalla stampa e dai mass-media embedded, bocche cucite.


Ringraziamo dunque a nome di tutte le vittime e dei veri cristiani la Commissione Reale per la sua ricerca della verità e della giustizia, su questi crimini. Senza di essa, le vittime sarebbero ancora combattendo una battaglia persa contro un'istituzione potente e mafiosa.



La commissione reale rilascerà le sue conclusioni il prossimo 15 dicembre, ma non servirà a nulla senza una forte azione politica: bisognerà nei fatti e non a chiacchiere implementare vere misure per la sicurezza e la protezione dei senza voce, di bambini innocenti, e perseguire tutti i colpevoli, gerarchia inclusa.




Per voi che temete il mio nome, sorgerà il sole della giustizia con la guarigione nelle sue ali, e voi uscirete e salterete come vitelli di stalla.

E calpesterete gli empi; perciocchè saran come cenere sotto la pianta de' vostri piedi, nel giorno che io opererò



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