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domenica 4 giugno 2017

"La Mécanique du Silence" Pedofilia, Crimini Sessuali e COVER-UP

Il Cardinale Norberto Rivera, Arcivescovo della Chiesa Cattolica del Messico, ha annunciato le sue dimissioni lo stesso giorno in cui un ex sacerdote lo ha citato in giudizio per aver coperto 15 casi di pedofilia...

L'accusa che Rivera ha coperto diversi casi di abuso sessuale a danni di minori commessi da sacerdoti in tutto il paese viene da Alberto Athié Gallo, ex sacerdote che si è dimesso nel 2000 denunciando il "sistematico cover-up dei preti pedofili".

Accompagnato dalle vittime abusate dai sacerdoti pedofili, Athié ha dichiarato in una conferenza stampa che Rivera ha riportato i casi di abuso sessuale di minori alle autorità cattoliche del Vaticano bypassando le autorità messicane.
Secondo Athié, Rivera "era pienamente a conoscenza degli atti violenti perpetrati da almeno 15 sacerdoti assegnati all'Arcidiocesi a suo carico".
Secondo la legge federale, tali casi devono essere segnalati alle autorità.
Nel 2010, una denuncia depositata a Los Angeles accusava il cardinale Norberto Rivera Carrera e il cardinale Roger Mahoney di Los Angeles di avere cospirato per proteggere un sacerdote messicano accusato di molestare ragazzi in entrambi i paesi.
Joaquin Aguilar Mendez, 25 anni, afferma di essere stato violentato dal sacerdote Nicolas Aguilar nel 1994. Dice di aver riportato l'incidente alla polizia e di avere scritto una lettera a Rivera a cui non ha ricevuto alcuna risposta. 
Dice anche di aver ricevuto minacce di morte dopo aver reso pubbliche le sue accuse.


I suoi avvocati americani hanno accusato la Chiesa Cattolica di aver orchestrato una campagna di intimidazione.
Rivera ha dichiarato ai giornalisti che è sempre stato duro nei confronti dei sacerdoti pedofili. Ha anche annunciato la nomina di due funzionari della Chiesa per indagare le accuse di abusi sessuali nella sua diocesi.

Mexico- Complicit Cardinal named to new Vatican council, SNAP responds March 10, 2014

La Chiesa cattolica li ha chiamati "martiri" ma due di loro hanno respinto l'etichetta, chiamandosi invece "vittime di sacerdoti".

Joaquín Aguilar e Jesús Romero Colín hanno dichiarato che, piuttosto che essere martiri, sono vittime di chierici i cui crimini sono stati coperti dal cardinale Norberto Rivera.

I due affermano che la propria storia di abusi sessuali si è ripetuta nei recenti casi di assalto sessuale da parte dei sacerdoti nelle città di Oaxaca, San Luis Potosí e León e che i vescovi hanno optato per proteggere l'immagine della Chiesa cattolica invece di sostenere le vittime e cercare giustizia.
Le vittime sono state definite "martiri attuali" durante un particolare "giorno di preghiera" organizzato dalla chiesa. È stata la prima volta che la Conferenza Episcopale Messicana, il corpo ufficiale della Chiesa, ha riconosciuto pubblicamente irregolarità nel seguito dei casi di pedofilia.
Monsignor Alfonso Miranda Guardiola, segretario generale della conferenza, ha affermato che la gerarchia della chiesa si è comportata in modo errato nell'affrontare i casi di pedofilia, per cui "la Chiesa chiede giustizia" e che "non ci sia alcuna impunità".
L'ex sacerdote Alberto Athié Gallo, che rappresenta le vittime della pedofilia clericale in Messico, ha sottolineato che le vittime "non sono martiri perché questi figli non si offrono di morire per Cristo, la Chiesa o la loro fede... sono vittime che cercano la giustizia e la verità ".

Il direttore della rete per i diritti dei minori in Messico, Juan Pérez García, ha affermato che "ciò che serve è la giustizia su questa terra".

Ci rivolgiamo a Papa Francesco perché faccia qualcosa in merito ai tanti scandali di pederastia che coinvolgono il clero e la Chiesa messicana”.


A scrivere questa lettera aperta è stato un gruppo di docenti di varie nazionalità che denuncia “le minacce e gli attentati” contro il sacerdote Manuel Arias Montes da quando, appoggiato da altri preti per bene, ha denunciato in tribunale il caso di don Gerardo Silverstre Hernández, accusato di abusi sessuali da almeno 45 minori indigeni ‘coperto’ per anni dall’arcivescovo di Oaxaca, José Luis Chávez Botello.


Staremo a vedere se il Santo Padre darà un seguito alla denuncia.


E' un vero peccato che ci fosse proprio Rivera Carrera in prima fila ad accogliere Bergoglio al suo arrivo in Messico, che con lui sorridente si è fatto fotografare e che lo stesso sia l’ ‘autorità’ ecclesiale incaricata di lanciare la moneta commemorativa della visita pastorale di Papa Francesco nel paese del tequila e dei Legionari di Cristo di padre Maciel, altro prete pedofilo (ma quanti sono?).


La sua presenza è la dimostrazione che al Pontefice non interessano le vittime della pedofilia clericale – denuncia Juan Carlos Cruz Chellew, lui stesso vittima di abusi sessuali e tra i più importanti accusatori presso la Santa Sede delle violenze pedofile di parte del clero latinoamericano.


Il cardinale Rivera Carrera è un mostro per tutti noi, vittime, perché ha protetto per decenni i preti messicani violentatori … vederlo sfilare sulla papamobile insieme al Papa, come grandi amici, mi ha causato ripulsa oltre che un dolore enorme. Ci prendono in giro ed al Pontefice è caduta la maschera del ‘prete buono’: no, le vittime della pederastia clericale non gli interessano proprio”.


Da 20 anni il cardinale Rivera Carrera è stato denunciato in Vaticano dalle vittime di abusi sessuali da parte di sacerdoti messicani. Accuse non solo di proteggere gli orchi infiltrati nella sua curia, ma anche di essere complice dei loro crimini – scrive uno dei quotidiani più autorevoli del Messico.

Il clero messicano corrotto accompagna il Papa "a sua insaputa" Paolo Manzo 16/02/2016



Il documentario "SILVESTRE, Clerical Pedofilia a Oaxaca" indaga le atrocità commesse in villaggi della regione da parte di sacerdoti e la loro copertura.

Il sacerdote Gerardo Silvestre ha abusato sessualmente per diversi anni di decine e decine di bambini indigeni, senza che la gerarchia cattolica in Messico e il Vaticano abbiano mai fatto qualcosa per farlo smettere, pur avendo ricevuto testimonianze e prove di quel che stava accadendo.

Il documentario nasce da un'iniziativa di Cristina Sada per pubblicizzare il caso, sia gli abusi di padre Gerardo Silvestre che il cover-up dell'Arcidiocesi di Oaxaca. L'inchiesta giornalistica è stata condotta da Diego Enrique Osorno.


Silvestre ha abusato di oltre 40 giovani per più di un decennio nelle comunità autoctone montuose nello stato di Oaxaca. 

Di questi casi, solo otto sono stati documentati. 

I testimoni hanno raccontato che il modus operandi di Silvestre era quello di invitare i ragazzi nella casa parrocchiale, dove li ubriacava prima di abusarli sessualmente.

L'accusa ufficiale di Mendoza contro il sacerdote, depositata nel 2012, è stata la prima ricevuta dalle autorità, ma la Chiesa Cattolica era a conoscenza dei crimini del sacerdote dal 2009 quando un altro prete, Manuel Arias, ha informato l'arcivescovo di Oaxaca, José Luis Chávez Botello.

Chávez è stato accusato di proteggere Silvestre e di coprire il caso senza presentare tutte le prove in Vaticano


Nella regione montuosa nel nord dello stato di Oaxaca, in Messico, il prete Gerardo Silvestre Hernández per anni ha abusato sessualmente di decine di bambini indigeni. “Ci obbligava ad avere rapporti con lui. Ci faceva ubriacare, così non ce ne rendevamo conto”, racconta una delle vittime.

Nonostante le prove presentate da altri sacerdoti e le testimonianze di alcuni minori, le autorità ecclesiastiche messicane e la Santa sede non sono intervenute. Intanto la procura ha aperto un’indagine e il 22 febbraio 2017 Gerardo Silvestre Hernández è stato condannato a sedici anni e sei mesi di prigione per abusi sessuali e corruzione di minorenni. È la prima sentenza di questo tipo contro un sacerdote della chiesa cattolica in Messico.
Il documentario – diretto da Santiago Mohar Volkow e basato sulle indagini del reporter e scrittore messicano Diego Enrique Osorno per l’Agencia Bengala –racconta gli abusi del prete sui bambini zapotechi, il ruolo della chiesa e le ritorsioni subite dai sacerdoti che hanno denunciato i fatti. 

MEXICAN CHURCH ACCUSED OF MASS SEX ABUSE COVER-UP  Joseph Pelletier  ChurchMilitant.com  •  January 28, 2016


A.J.R., oggi 62 anni, ha presentato una denuncia contro l'Arcidiocesi di Agana accusando l'Arcivescovo Felixberto Camacho Flores di averlo abusato sessualmente quando aveva 11 anni.

L'avvocato David Lujan, che rappresenta la vittima, accusa l'Arcidiocesi di avere una "società interna" le cui "norme" si basavano su comportamenti pedofili travestiti dai riti e dai servizi liturgici...

Pedo bishops sued for historical sexual abuse 3 giugno 2017

In Francia, un'inchiesta televisiva ha accusato 25 vescovi cattolici di proteggere 32 preti pedofili accusati di abusi sessuali nel corso della metà del secolo scorso spesso trasferiti un altre parrocchie o in altri paesi.


Mediapart, una rivista online che ha collaborato all'inchiesta, l'ha definita "French Spotlight"un riferimento al team del The Boston Globe che nel 2002 sollevò il primo grande scandalo di pedofilia all'interno della Chiesa, da cui è stato tratto anche un film premio oscar.

L'inchiesta francese annuale è stata pubblicata anche il 22 marzo con un libro intitolato "Eglise: la mécanique du silence".

Dei 25 vescovi accusati, cinque sono ancora in carica.

L'inchiesta ha scoperto 339 vittime, di cui 228 erano sotto i 15 anni al momento dell'abuso. Solo 165 di questi casi sono stati segnalati alle autorità giudiziarie.
Dei presunti abusatori, 28 sono stati trasferiti in un'altra parrocchia o in un paese straniero una volta che le accuse contro di loro sono emerse.

L'inchiesta dice anche che l'allora cardinale Jorge Bergoglio di Buenos Aires ha cercato di aiutare Julio Grassi, che è stato condannato nel 2009 a 15 anni di carcere per aver abusato di ragazzi.


French TV inquiry accuses 25 bishops of abuse cover-ups 28 marzo 2017


Il cardinale francese Philippe Barbarin, Arcivescovo di Lione è accusato  di aver coperto due sacerdoti pedofili: il primo, padre Bernard Preynat, è accusato da un gruppo di ex scout; l'altro, padre Jérome Billioud, è accusato da un uomo che ha sporto denuncia proprio contro Barbarin.

Quello che viene contestato al presule è di non aver rimosso i responsabili delle molestie sui bambini. 

L'uomo che accusa Billioud, in particolare, dopo anni di silenzio, aveva sporto denuncia a carico del prete pedofilo: era il 2009 e il reato era ormai prescritto, per cui il caso era stato archiviato. In quell'occasione però la vittima aveva incontrato Barbarin, che gli avrebbe detto di conoscere la vicenda e di sapere che il sacerdote aveva già subito una condanna per esibizionismo.

Barbarin, racconta Pierre, si era "scusato a nome del prete", ma non aveva preso nessun altra iniziativa "per proteggere i bambini, lo ha lasciato allo stesso posto". Per questo, l'uomo ha deciso di denunciare il prelato.

L'altra denuncia nei confronti del cardinale, quella relativa al caso di Preynat, arriva da un'associazione di vittime degli abusi che lo accusa di essere stato a conoscenza del fatto che il prete aveva abusato sessualmente di alcuni giovani tra il 1986 e il 1991 e di aver taciuto. 




Tre cardinali che hanno protetto sacerdoti pedofili sono stati promossi nel C9, il gruppo di nove alti prelati che assistono Papa Francesco nel governo della Chiesa Universale. Altre quattro porpore italiane e straniere che non hanno denunciato predatori seriali e che hanno cercato di proteggere le casse della Chiesa dalle richieste di risarcimenti alle vittime, sono ascesi sulla cima della scala gerarchica della Santa Sede. In Italia, Spagna, Francia, Belgio e Sud America altri vescovi insabbiatori sono stati premiati con incarichi importanti, o graziati di recente con sentenze canoniche discutibili.

Il fenomeno degli orchi in tonaca continua ad avere numeri impressionanti: tra il 2013 e il 2015 fonti interne alla Congregazione per la dottrina per la fede spiegano che sono arrivate dalle diocesi sparse per il mondo ben 1200 denunce di casi “verosimili” di predatori e molestatori di minorenni.


La storia di George Pell è emblematica. Il cardinale australiano è stato chiamato da Francesco a Roma con l’intento di “moralizzare” la corrotta curia romana. Pell, oggi, è il capo della potente Segreteria dell’Economia. Di fatto, il numero tre del Vaticano

Leggendo le carte della Royal Commission australiana che sta indagando sui preti pedofili, è accusato da cinque persone di aver commesso lui stesso abusi sessuali tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta oltreche di proteggere altri preti pedofili.

È certo che Pell cercò di minimizzare le violenze e di proteggere in ogni modo la cassaforte della sua diocesi dalle richieste di risarcimento dei sopravvissuti.

I documenti dei giudici dell’organismo voluto dal governo australiano sono un pugno nello stomaco. Partiamo dal caso della famiglia Foster. Davanti alla tragedia dei genitori Anthony e Christine, le cui figlie Emma e Katie sono state violentate da bambine dal preside della loro scuola cattolica don Kevin O’ Donnell, Pell ha prima tentato di evitare ogni incontro faccia a faccia, poi ha provato a chiudere la faccenda con un risarcimento di appena 50 mila dollari australiani, pari a 30 mila euro. 



Ai genitori delle piccole sale la rabbia: sia per la cifra umiliante, sia per la minaccia - in caso di mancata accettazione della proposta - di «difendersi strenuamente». 

SENZA MISERICORDIA

I Foster, alla fine, si rassegnano. I soldi sono davvero pochi, ma li prendono. Serviranno a poco: nel 2008 Emma si è infatti suicidata con una dose letale di eroina.

Trentamila euro, o meglio 50 mila dollari australiani, sono in realtà l’offerta massima consentita dal sistema di risarcimento creato dal braccio destro di Francesco, il cosiddetto “Melbourne Response”. Un tetto innalzato a 75 mila euro nel 2008. Analizzando i dati contabili dell’arcidiocesi della città si scopre che tra il 1996 e il marzo del 2014 le circa trecento vittime che hanno chiesto i danni per le violenze dei sacerdoti hanno ottenuto in media 32 mila dollari a testa, circa 20 mila euro. Il prezzo di una Fiat 500 accessoriata.

Una miseria, anche perché l’arcidiocesi guidata fino al 2001 da Pell (nel marzo di quell’anno fu promosso vescovo di Sydney) è ricchissima. Controlla infatti due società, la Roman Catholic Trust Corporation e la Catholic Development Fund, che hanno in pancia contanti, proprietà immobiliari come appartamenti e palazzi, e fanno investimenti azionari e obbligazionari a sette zeri. Sommando il valore delle entrate, solo nel 2013 sono stati incassati, tra profitti finanziari e beneficenza dei fedeli, oltre 108 milioni di dollari australiani, mentre gli asset attualmente controllati dall’arcidiocesi valgono quasi 1,3 miliardi. Esatto: 1,3 miliardi di dollari. In pratica, per chiudere i fastidiosi contenziosi sulla vicenda pedofilia dei preti della città, Pell e i suoi successori hanno rinunciato a una cifra complessiva di appena 10 milioni di dollari australiani, pari allo 0,7 per cento del patrimonio della diocesi.

Qualche anno dopo aver accettato i soldi per le cure di Emma, i Foster decidono però di capire se la giustizia terrena sia meno avara di quella divina, e aprono un procedimento civile di fronte allo Stato di Victoria. Che capovolge la filosofia del Melbourne Response, riconoscendo come le cifre dei risarcimenti debbano essere molto più alte: alla fine della causa la Chiesa è costretta ad accettare una mediazione pagando i Foster ben 750 mila dollari.




Anthony Foster, che ha dedicato la propria vita alla ricerca della giustizia per le vittime di abusi sessuali all'interno della Chiesa Cattolica, dopo che due sue figlie sono state violentate ripetutamente da un prete, è morto in un ospedale di Melbourne, all'età di 64 anni.

Foster e sua moglie Chrissie hanno raccontato la raccapricciante storia del trattamento della loro famiglia per mano della Chiesa ai media e alla Royal Commission.


Abuse survivors praise commission for shaking institutions 2 aprile 2017


In seguito agli abusi sessuali subiti, Katie è diventata alcolizzata in età adulta. Dopo essere stata investita da un autista ubriaco nel 1999 è rimasta fisicamente e mentalmente disabile, richiedendo 24 ore di cura.

Emma ha sofferto di disturbi alimentari e tossicodipendenza. Nel 2008 è morta all'età di 26 anni per una overdose.

Emma e Katie sono state violentate dal prete pedofilo di Melbourne Padre Kevin O'Donnell quando erano alla scuola elementare negli anni '80.

Anthony Foster, long-time advocate for child sex abuse victims, dies aged 64 27 May 2017

Abuse victims advocate Anthony Foster to be honoured with Victorian State Funeral 
9NEWS 
May 28, 2017


Quello di Emma non è l’unico caso che imbarazza Pell. Tra le decine di migliaia di carte della Royal Commission ci sono anche i documenti e i verbali che provano come la sua diocesi, mentre lesinava aiuto alle vittime, non faceva mancare sostegno ai prelati pedofili usciti di prigione. 

Il successore di Pell, l’arcivescovo Denis James Hart famoso in Australia per aver scacciato una donna che voleva denunciare un’aggressione sessuale di un prete con l’epiteto «Vai all’inferno, cagna!», in un interrogatorio ha ammesso che la diocesi di Melbourne ha speso centinaia di migliaia di dollari per aiutare ex preti pedofili pagando loro sia lo stipendio sia l’affitto, la pensione, l’assicurazione sanitaria e persino quella dell’automobile.

Un documento interno del 2 ottobre 1996 segnala come Pell abbia presieduto una riunione dove lui e alti prelati discussero come poter aiutare tre preti (tra cui don Michael Glennon) dopo il loro rilascio dalla prigione. «Punto 15. Ipotesi su come aiutare i preti che stanno uscendo di galera» si legge nel verbale dell’incontro «Possibilità di un posto (appartamento indipendente) nel palazzo di Box Hill. 

Se padre Wilfred Baker, che ha molestato 21 bambini, ha ricevuto dalla curia tra pensione e spese per l’affitto 21 mila dollari l’anno fino al 2014, (il massimo della pensione possibile, ha notato il giornale “The Age”), Desmond Gannon e David Daniel, anche loro condannati per crimini sessuali, hanno subito una semplice decurtazione della busta paga. I giudici hanno poi scoperto che una serie di giroconti finanziari per aiutare il pedofilo Gannon fu orchestrata in modo tale che «difficilmente la notizia dell’aiuto sarebbe diventata di dominio pubblico». 

Per la cronaca, i denari per aiutare i preti australiani caduti in disgrazia sono stati prelevati dal Fondo pensione del clero, che è per gran parte finanziato dai contributi dei parrocchiani. Tra loro, paradossalmente, c’erano anche alcune famiglie degli abusati.


INSABBIAMENTI

Ma il cardinale promosso da Francesco ha altri scheletri nell’armadio: ha protetto l’orco seriale Gerald Risdale (suo ex coinquilino, negli atti della Royal Commission spunta una foto che ritrae Pell con il maniaco: nonostante le pesanti accuse aveva deciso di accompagnarlo alla prima udienza del processo; né Pell né altri vescovi cattolici avevano mai accompagnato in tribunale le vittime dei loro colleghi predatori), 


né ha voluto ascoltare un ragazzo che lo avvertì come un sacerdote, Edward Dowlan, avesse abusato di alcuni ragazzini di un collegio cattolico di Ballarat, la città natale del cardinale.



I Criminali pedofili protetti dalle Istituzioni 12 aprile 2017




Violenza sessuale su minori, condannato Don Mercedes 30 giugno 2016

Abusi sessuali su 7 minori, arrestato un ex sacerdote 21 giugno 2016

Preti Pedofili, quarto arresto a Brindisi 16 giugno 2016

Abusi sessuali e pedopornografia, arrestato catechista pedofilo 4 febbraio 2017


Il prete pedofilo Brendan Smyth ha violentato 100 bambini nell'Irlanda del Nord a partire dagli anni '40. E' morto in prigione per un infarto nel 1997.

Diverse accuse di abuso sessuale erano state portate all'attenzione della Chiesa negli anni '70, ha stabilito un'inchiesta.


Invece di essere punito, Smyth è stato spostato tra parrocchie, diocesi e paesi dove ha continuato a violentare bambini di otto anni.


Paedophile priest's child sexual abuses 'ignored to protect church' 21 GENNAIO 2017





"Cardinal: The Rise And Fall of George Pell", scritto dalla giornalista della ABC Louise Milligan, afferma che Pell ha abusato sessualmente due ragazzi del coro alla fine degli anni '90.

Fairfax News riferisce che il libro contiene informazioni dettagliate sul fatto che l'abuso avvenne alla Cattedrale di St Patrick a Melbourne, dopo che Pell ha istituito il sistema di compensazione della chiesa per le vittime di abusi sessuali nel 1996. 

Il libro afferma inoltre che Pell conosceva le attività dei sacerdoti pedofili ben prima di quanto ha affermato.

Pell ha sempre negato qualsiasi accusa di abuso, che sono cominciate ad emergere già nel 2002.

Preti Pedofili: indagato in Australia il Cardinale Pell 28 luglio 2016

Milligan, che è ora una giornalista investigativa per 4 Corners, ha ricevuto un premio insieme al collega Andy Burns lo scorso anno per il lavoro che hanno fatto per il programma 7.30 on the Catholic Church’s sex scandal.


More than 1,800 people accused of sexual abuse in Catholic Church 06 Feb 2017

Secondo la Royal Commission australiana, in esecuzione dal 2013, con il compito di indagare su come le istituzioni come le scuole, le chiese, i club sportivi e le organizzazioni governative hanno risposto alle accuse e ai casi di abusi sessuali su minori, circa il 7 per cento dei sacerdoti cattolici in Australia era stato accusato di abusare i bambini dal 1950.


The Rise And Fall of Cardinal George Pell 16 MAGGIO 2017


Il peggior ordine, i Fratelli di San Giovanni di Dio, ha avuto il 40% dei religiosi accusati di abusi.
Anthony Fisher, Arcivescovo di Sydney, è stato applaudito per aver affermato che la risposta della Chiesa è stata "negligenza criminale".


Il prete pedofilo australiano Robert Charles Best è stato dichiarato colpevole dalla Corte della contea di Victoria di aver abusato sessualmente di 20 vittime tra il 1968 e il 1988 nelle scuole cattoliche di Ballarat, Box Hill, Geelong e Moonee Ponds.

I Fratelli Cristiani - The Christian Brothers - hanno speso più di 1,5 milioni di dollari in tasse legali per difendere Best.

Alcune delle vittime di Best in seguito agli abusi subiti si sono tolte la vita.

Padre Allan Mithen, 78 anni,
un sacerdote cattolico pensionato di Melbourne,
è stato recentemente arrestato con l'accusa di aver abusato sessualmente
di quattro ragazze aborigene in un orfanotrofio australiano più di 50 anni fa.

"Un altro vescovo cattolico che ha scelto consapevolmente di nascondere un crimine per poi impegnarsi a mantenere il segreto", ha detto l'avvocato Jeff Anderson, anch'esso vittima di abusi.




Temple Baptist Church sued for serial sexual abuse 4 giugno 2017



Predator Priests 26 NOVEMBRE 2015


Infine, il caso Sandusky.

Tre ex funzionari della Pennsylvania State University sono stati condannati per aver coperto gli abusi sessuali dell'ex-allenatore Jerry Sandusky consentendogli di continuare a mietere vittime.

I tre uomini erano stati accusati di aver ignorato una denuncia del 2001 presentata da uno studente di allora, Michael McQueary, che aveva dichiarato di aver visto Sandusky assalire sessualmente un ragazzo di 10 anni negli spogliatoi del campo di football.

Sandusky, 73 anni, è in prigione dopo essere stato condannato nel 2012 per aver abusato sessualmente di 10 ragazzi per un periodo di 15 anni. Continua ad appellarsi contro la sua condanna.

Sandusky child sex abuse coverup 4 giugno 2017



FACEBOOK FILES Epidemia Social Porno 29 maggio 2017



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