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lunedì 10 luglio 2017

Generazione Transgender


Q dice che preferisce non crescere. Ma ora che è verso la fine della scuola media, in piena pubertà, vede il suo corpo cambiare. Questa fase della vita è particolarmente complessa, specie per un mezzo-latino, mezzo-nero, bambino transgender...
Q Daily ha 11 anni. È nato femmina ma ha cominciato a mettere in discussione il suo sesso intorno all'età di 3 anni. In terza elementare, alla sua scuola pubblica di Brooklyn, Q ha cominciato la transizione identificandosi come un ragazzo. Ha abbandonato il suo nome di nascita lasciando solo la lettera iniziale. Ha cominciato ad indossare abiti da ragazzo e a tagliarsi i capelli corti. E ad usare pronomi maschili.

"Sono sicuro di essere un ragazzo", dice.


Gli adolescenti transgender devono decidere se, per affermare la loro nuova identità di genere, assumere ormoni, come testosterone o estrogeni, oppure ricorrere ad un intervento chirurgico, irreversibile (riassegnamento sessuale, ndr).

I bloccanti della pubertàfarmaci che fermano la produzione degli ormoni sessuali e quindi impediscono la piena maturazione sessuale e lo sviluppo dei cosiddetti caratteri sessuali secondari. Voce, barba, pomo d’Adamo nei maschi, seni e fianchi nelle femmine sono meno invasivi. Servono a prendere tempo per arrivare ad una diagnosi più accurata e ad un’età in cui si può fare una scelta più consapevole.


Q conosce altri ragazzi che prendono i bloccanti, perché ogni estate va a un campo per bambini transessuali. "Sono le uniche persone con cui voglio parlarne", dice Q, "a scuola tengo la bocca chiusa".

Anche se ha molti amici a Brooklyn e si sente accettato dai suoi compagni a scuola, dice che non è lo stesso che essere con altre persone come lui. La Generazione Transgender.



A Milla piaceva indossare vestiti da maschio fin da piccola e all'età di due anni ha cominciato a riferirsi a se stessa usando il maschile. La madre, Renée, racconta : "Tutti ci dicevano che erano una fase, che sarebbe cresciuta". Ma all'età di sei anni Milla ha iniziato a rifiutare completamente di vestirsi da bambina: "Chiedeva costantemente che le venissero tagliati i capelli e un giorno l'ho fatto. Era così felice".

"Un giorno Milla è venuta da me in lacrime chiedendomi se ci fosse una medicina in grado di trasformarla in un maschio - racconta la mamma - piano piano ha iniziato ad essere depressa. Ogni sera andava a letto in lacrime“. I genitori hanno, quindi, deciso di sottoporla ad una serie di controlli medici.
"Le è stato diagnosticato un disturbo dell'identità di genere", continua la mamma nel video. Milla sente di essere diversa dal sesso di nascita. Per questo motivo, i medici hanno consigliato ai genitori di iniziare il processo che porterà la bambina a diventare un maschio. "Il sesso che le hanno assegnato alla nascita non corrisponde a quello che lei sente dentro - spiega Renée - Milla è nata femmina ma nel suo cervello si identifica con un maschio".

BAMBINI TRANSGENDER 2 MARZO 2015

Il suo nome di battesimo, da sempre ripudiato, era Joshua. Nato in un corpo maschile, si sentiva femmina da quando aveva 4 anni, ma non è mai stato accettato dalla sua famiglia, che gli ha impedito il percorso per cambiare sesso. Poco prima di togliersi la vita, Leelah ha voluto lasciare un messaggio straziante per amici e genitori sul proprio profilo Tumbrl. 

BAMBINI TRANSGENDER 2 MARZO 2015

Tom Soskin, tredicenne americano, davanti alle persone più care e ai suoi compagni di classe ha ammesso di essere transgender: è nato con un corpo femminile ma sente di essere senza dubbio un maschio.
"Non sono più Mia. Non lo sono mai stato", ha spiegato in un discorso diventato un manifesto per le persone transgender. "Finalmente sono qui di fronte a voi nella mia vera e autentica identità di genere come Tom. Sono un ragazzo di tredici anni".

BAMBINI TRANSGENDER 2 MARZO 2015

The Rise of Transgender Children 9 APRILE 2015



Con una parrucca bionda e graziosi vestitini, Joseph - ribattezzatosi Ellie-Jo - sorride per le strade di Rhyl, Galles, assieme ai genitori e spera di poter tornare a scuola a settembre come una bambina e non più un ragazzino.


Daniel presto diventerà Danni, il più giovane bambino transgender non soltanto nella storia del Regno Unito ma di tutta l’Europa.

Come i genitori hanno spiegato ai loro altri quattro figli, Danni non si sentiva a suo agio nel corpo di un bambino, lui stesso raccontava agli altri, nonostante la sua giovanissima età, di avere la testa di una femmina, per questo amava giocare con le bambole e passare più tempo con le sue sorelle piuttosto che con i fratelli. 


Bambini Transgender 3 8 DICEMBRE 2015



Il governo Trump ha revocato la direttiva voluta da Obama che consentiva agli studenti trans (ma quanti sono?) di usare i bagni pubblici a seconda dell'identità di genere e non quella della nascita, facendo infuriare i paladini dei diritti dei transgender, tra cui la nota trans repubblicana, Caitlyn Jenner, star dei reality show, e la cantante pop porno Beyoncé.


Mentre il dibattito negli USA continua, sta emergendo la questione più seria: a che età si può fare iniziare la transizione medica per i bambini transgender?

Le famiglie e i medici stanno riscrivendo le regole in quanto sono loro a decidere quando e come iniziare l'intervento medico, ancor prima che i giovani trans abbiano raggiunto la pubertà.

Un documentario di VICE News, "Trans Youth", esplora questa questione in rapida evoluzione che coinvolge i giovanisimmi e i loro genitori.

Transgender Generation 8 LUGLIO 2017

Il genitore di un bambino canadese di 8 mesi, Searyl Atli Doty, ha deciso di non registrare il sesso naturale del (povero) piccolo. 

Nella Colombia britannica, dove è nato Searyl, il sesso di una nascita può essere registrato solo come maschio o femmina.

Kori Doty, genitore di Searyl, si identifica in un genere non binario, né maschio né femmina, e vuole trasformare anche suo figlio in un ibrido transgenere.

Kori ha detto alla CBC News che "finché non avrà il senso di sé e la padronanza del vocabolario, darò al mio bambino tutto l'amore e il sostegno necessari senza rinchiuderlo nella gabbia de genere binario, ragazzo o ragazza".

Permettendo questo genere di scempio su persone indifese come i bambini, che dovrebbero essere tolti a questi genitori, liberi di sviluppare la propria identità sessuale e non in modo naturale - ma è una utopia - la società occidentale sta abbracciando la nozione, pseudo-scientifica, che il sesso e l'identità di genere non sono sempre binari e non necessariamente coerenti.

Il recente aumento della pubblicità data alle persone transgender che "correggono" l'identità di genere ha provocato un vertiginoso aumento dei casi specie trai i più facilmente influenzabili, i bambini.

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Gli esperti avvertono che questto enorme salto è, in buona parte, dovuto alla promozione delle questioni transgender nelle scuole che incoraggiano i bambini a mettere in discussione la loro identità di genere "seminando confusione" nelle loro giovani menti.

I dati forniti dal Gender Identity Development Service (GIDS) di Londra, unico ente in Inghilterra a fornire una consulenza su queste problematiche, mostrano che il numero di bambini sotto i 10 anni che si è rivolto al servizio è quadruplicato nell'ultimo anno rispetto al 2012/13.

Chris McGovern, ex consigliere del Dipartimento per l'Educazione, ha dichiarato: "È diventata un'industria, c'è gente che fa carriera incoraggiando i bambini a mettere in discussione il loro sesso. Quando gli insegnanti sollevano questi problemi, i bambini possono sentirsi confusi o infelici e rimanere traumatizzati".

McGovern, presidente di Campaign for Real Education, che chiede standard più elevati e una maggiore scelta parentale nell'istruzione statale, aggiunge: "Stiamo imponendo ai bambini le preoccupazioni degli adulti".

La dottoressa Joanna Williams, docente universitaria e autrice del libro "Women vs Feminism", afferma che le scuole "creano confusione" nelle menti dei bambini attraverso una promozione esagerata delle problematiche transgender, per colpa delle femministe che vogliono riformare le politiche scolastiche sul genere.

"Le ricerche ci dicono che solo l'uno per cento della popolazione sperimenta problemi legati al genere. Eppure il numero di bambini transgender sta crescendo rapidamente.

 I bambini stanno cominciando a mettere in discussione la loro identità di genere in età sempre più giovane".

Transgender Generation 8 LUGLIO 2017


L’America e il mondo hanno «scoperto» le persone trans. E insieme, che la definizione classica di «transessuale»  è ormai diventata troppo stretta


Prima la copertina di Time dedicata a Laverne Cox, attrice transessuale protagonista di «Orange is the new Black», serie cult di Netflix. Poi la notizia che l’amministratrice delegata più pagata degli Stati Uniti è una donna trans, Martine Rothblatt, fondatrice dell’azienda farmaceutica United TherapeuticsE anche Infine il clamoroso successo ai Golden Globe di «Transparent», serie prodotta e distribuita da Amazon che racconta la transizione dell’attempato padre di famiglia Mort in Maura (tratta dalla storia vera del padre della regista Jill Soloway). E il presidente Obama che per la prima volta nel discorso alla nazione ha citato anche i transgender
Ci troviamo di fronte a una generazione che mette in discussione la distinzione basilare, duale, maschio-femmina, alla base di tutta la vita, rivendicando, come fa da tempo il movimento transessuale, la possibilità di passare da un genere all’altro, diverso da quello del sesso biologico «assegnato» alla nascita. Rifiutandosi di appartenere a un genere o all’altro.
INew York Times ha dedicato un lungo articolo alla storia di Rocko Gieselman, 21enne matricola dell’Università del Vermont che si definisce «transgender» e «genderqueer» (espressione che si potrebbe tradurre con «trasversale ai generi» e gioca con la parola «queer», un concetto molto ampio che indica tutti coloro che non sono etero).  Rocko – femmina alla nascita e attualmente in una relazione con una donna – rivendica infatti di appartenere a un terzo genere «neutrale» e vuole che per sé venga usato un pronome né femminile, né maschile, ma plurale senza genere: «they», cioè «loro» (impresa per altro impossibile in italiano, dove si declina sempre il genere).
In un universo di corporalità mutanti, di codici immaginari, di ricercate contaminazioni tecnologiche, si offusca fino a scomparire il concetto di "uomo", suprema incarnazione del"logos" occidentale, così come quello di “donna”. 

Ma, smarrito il referente antropocentrico, cosa rimane alle generazioni future come inizio genealogico di una specie che diventa sempre meno umana?

Il corpo femminile, con la sua capacità unica di creare vita umana, sta per essere espropriato e sezionato come mero materiale per la produzione tecnologica di esseri umani




Il celebre magazine ha puntato su Avery Jacksonun bambino di nove anni del Missouri, considerato nonostante la giovanissima età un vero e proprio "attivista" della causa, per la quale si batte col supporto di tutta la sua famiglia.
"La cosa migliore di essere una ragazza è che ora non c’è bisogno di fingere di essere un ragazzo”. 

Transgender Revolution 24 DICEMBRE 2016



Diceva qualcuno: "Il sonno della ragione genera mostri".

Il 21enne britannico Hayden Cross, nato Paige, è diventato il primo papà transgender del Regno Unito dando la luce ad una bambina, Trinity-Leigh, generata con l'aiuto di un donatore di spermatozoi.

"È perfetta in ogni modo," ha detto il padre-madre a The Sun.
Ora Hayden Cross completerà il percorso di riassegnazione del genere facendosi rimuovere seni e ovaie.


Transgender Generation 8 LUGLIO 2017


Come ho spiegato nel mio articolo "Gender Dysphoria in Children and Suppression of Debate",  i professionisti che osano mettere in discussione la linea del partito non-scientifico che sostiene la terapia di transizione di genere vengono emarginati e rischiano il posto di lavoro.

Sono una madre di quattro figli che ha servito 17 anni come pediatra universale certificata dal consiglio di amministrazione, con particolare attenzione alla salute comportamentale dei bambini prima di lasciare la pratica clinica nel 2012.

Negli ultimi 12 anni sono stato membro del consiglio di amministrazione e ricercatrice presso l'American College of Pediatricians, e per gli ultimi tre anni ne sono stata il presidente. Ho fatto anche parte del consiglio di amministrazione dell'Alliance for Therapeutic Choice and Scientific Integrity dal 2010 al 2015. Una organizzazione di medici e professionisti della salute mentale che difende il diritto dei pazienti a ricevere la psicoterapia per curare i disturbi dell'identità di genere (opzione totalmente boicottata dall'industria, ndr), in linea con valori profondi basati sulla scienza e l'etica.

In questi ultimi anni ho assistito al progressivo aumento del consenso medico sulla natura dell'identità di genere.




Quello che prima i medici universalmente, consideravano, giustamente, un disturbo psichico, oggi viene largamente promosso come NORMALE.

Sono fiorite improvvisamente le "gender clinics", "cliniche del genere" - come se il genere in sè fosse una malattia - pediatriche, rivolte ai bambini afflitti dal loro sesso biologico naturale. 

Una volta si chiamava "disturbo del'identità di genere" poi nel 2013 si sono inventati la "disforia di genere".

Nel 2014, c'erano 24 di queste cliniche di genere, raggruppate principalmente lungo la costa orientale e in California. Un anno dopo, erano 40 in tutta la nazione.

Con 215 programmi pediatrici che ora indottrinano i futuri pediatri a seguire un "protocollo di transizione" e a trattare i bambini affetti da questa presunta disforia in modo da far proliferare ulteriormente le cliniche di genere.

La scorsa estate, il governo federale ha dichiarato che le procedure di transizione di genere sia per  i bambini che per gli adulti presentano rischi  troppo alti mentre i benefici non sono ancora chiari.

L'unica cosa certa  sono i rischi potenziali per la salute dei bambini.

Ci sono prove che i bloccanti della pubertà influiscono negativamente sulla mineralizzazione ossea, il che significa un aumento del rischio di fratture ossee nei giovani adulti, un potenziale aumento del rischio di obesità e di cancro ai testicoli nei ragazzi e un impatto sconosciuto sullo sviluppo psicologico e cognitivo.

Nel 2006 e nel 2007, la rivista Psychoneuroendocrinology ha riportato anomalie cerebrali nell'area della memoria e delle funzioni esecutivio tra le donne adulte che hanno preso i bloccanti per motivi ginecologici. Allo stesso modo, molti studi sugli uomini curati con i bloccanti per il cancro alla prostata suggeriscono la possibilità di un significativo declino cognitivo.

Il protocollo di transizione dice ai genitori di trattare i loro figli "disfunzionali" secondo il genere che desiderano e di prescrivergli i bloccanti della pubertà intorno all'età di 11 o 12.

Se, all'età di 16 anni, i bambini continuano a insistere sul fatto che si sentono intrappolati nel corpo sbagliato, possono passare alla cura ormonale, gli ormoni "inter-sesso", le ragazze biologiche possono ottenere una doppia mastectomia.

I cosiddetti interventi di "riassegnazione genitale" non sono raccomandati prima dell'età di 18 anni, ma alcuni chirurghi hanno recentemente messo in discussione questa restrizione.

Il protocollo di transizione è stato abbracciato dalle istituzioni pubbliche, dai media, dal sistema giuridico, ed è ora raccomandato dalla maggior parte delle organizzazioni mediche nazionali.

Il movimento transgender ha guadagnato punti nella comunità medica e nella nostra cultura offrendo una narrazione distorta, diffondendo falsi miti. La ricerca scientifica seria racconta tutta un'altra storia.

Alcuni studi sul cervello hanno suggerito che transgender si nasce. Grande bugia.

Praticamente tutto ciò che riguarda gli esseri umani è influenzato dal nostro DNA, ma pochi tratti sono innati. Tutto il comportamento umano è determinato in diversi gradi dall'interazione tra natura e cultura.

NATURA VS. CULTURA


I gemelli identici contengono il 100% dello stesso DNA dalla concezione e sono esposti agli stessi ormoni prenatali. Quindi, se i geni e / o gli ormoni prenatali contribuissero significativamente al transgenderismo, allora entrambi i gemelli dovrebbero identificarsi come transgender nel corso del tempo. Il colore della pelle, per esempio, determinato dai geni, nei gemelli identici rimane lo stesso per il 100 per cento del tempo.

Nel maggiore studio condotto su gemelli transgender adulti, pubblicato dal dottor Milton Diamond nel 2013, solo il 28 per cento dei gemelli identici si sono identificati entrambi come transgender.

Il che significa che esiste una minima predisposizione biologica, che il transgenderismo non si manifesterà senza l'influenza di fattori esterni non biologici.

Studi come questo dimostrano che l' "identità innata di genere" - l'idea che dei cervelli possano essere intrappolati nel corpo sbagliato dalla nascita - è un falso mito che non ha alcuna base scientifica.

Un altro problema è che la maggior parte, se non tutti, dei bambini che prendono i bloccanti della pubertà poi cominciano ad assumere gli ormoni inter-sesso (estrogeni per i ragazzi, testosterone per le ragazze). L'unico studio finora condotto su bambini pre-pubertali ha scoperto che il 100 per cento ha affermato un'identità transgender e ha scelto di prendere gli ormoni.

Ciò vuol dire che il protocollo medico stesso può portare i bambini a identificarsi come transgender.

Senza dimenticare che i bloccanti provocano anche la sterilizzazione permanente del bambino.

Inoltre, dagli studi condotti su adulti, sappiamo che i rischi degli ormoni inter-sesso includono, tra le altre cose, malattie cardiache, ipertensione, coaguli di sangue, infarti, diabete e tumori.

I dati scientifici mostrano che le persone sotto i 21 anni hanno meno capacità di valutare i rischi. C'è un grave problema etico nel consentire di eseguire procedure irreversibili, che muteranno radicalmente la vita di bambini troppo giovani per poter esprimere consapevolmente il proprio consenso.

Un altro falso mito propagandato dai sostenitori del protocollo di transizione è che negare ad un bambino affetto dalla presunta disforia il percorso di transizione porti inevitabilmente verso il suicidio.

E perché allora, prima dell'avvento del protocollo di transizione, il 75-95 per cento della gioventù che soffriva del disturbo dell'identità di genere una volta passata la pubertà viveva felicemente accettando il suo sesso biologico?

Inoltre, non vi è alcuna prova che molestie e discriminazioni, e tanto meno la mancanza di affermazione sociale, costituiscano la causa principale del suicidio tra qualsiasi gruppo di minoranza. 



Oltre il 90 per cento delle persone che commettono suicidio ha un disturbo mentale diagnosticato e non vi è alcuna prova che i bambini affetti dalla presunta disforia di genere che commettono il suicidio siano diversi. Molti di questi bambini hanno semplicemente bisogno della giusta terapia per debellare la loro depressione, che spesso è proprio ciò che innesca la disforia di genere.

Inoltre, tra gli adulti che si sono sottoposti all'intervento di riassegnazione sessuale, il tasso di suicidio è quasi 20 volte superiore a quello della popolazione generale. Evidentemente, la riassegnazione sessuale non è la soluzione alla disforia di genere.

Siamo al cuore della questione: mentre il  movimento pro-transizione afferma di voler aiutare i bambini,  i professionisti della menzogna usano il falso mito secondo cui transgender si nasce per giustificare una massiccia sperimentazione su bambini la cui condizione psicologica altrimenti si risolverebbe naturalmente dopo la pubertà nella grande maggioranza dei casi.

Le istituzioni che oggi promuovono la transizione stanno spingendo i bambini a impersonare il sesso opposto, per spedirli verso il sentiero dei bloccanti, della sterilizzazione, della rimozione di parti del corpo sane e verso danni psichici inesorabili.

Tutto ciò costituisce nient'altro che abuso di minori istituzionalizzato. L'ennesimo.

L'etica della scienza e della morale richiede l'immediata cessazione dell'uso della soppressione puberale, degli ormoni inter-sesso e degli interventi di riassegnazione sessuale nei bambini e negli adolescenti, nonché la fine della promozione dell'ideologia transgender attraverso i programmi scolastici e le politiche legislative.

PEDIATRICIAN: HOW TRANSGENDER IDEOLOGY HAS INFILTRATED MY FIELD AND PRODUCED LARGE-SCALE CHILD ABUSE CHURCHMILITANT.COM  •  JULY 8, 2017 MICHELLE CRETELLA


Transgender Revolution 24 DICEMBRE 2016 


E' in corso un combattimento “tra chi afferma che il corpo e la carne non esistono, che gli esseri umani sono solo archivi culturali, che il modello originale dell’essere è l’angelo, il neutro, l’asessuato, la cera malleabile, l’argilla priva di sesso da plasmare sessualmente, e chi sa che l’incarnazione concreta è la verità dell’essere che viene al mondo....".



La teoria transgenderqueer è una teoria tipicamente postmoderna, che abbraccia il pensiero debole, il relativismo, il nomadismo del soggetto, il postumanesimo

Non si riesce a capire la posizione verso il capitalismo, un dominio tipicamente maschile e maschilista, che dovrebbe rifiutare se vuole veramente la libertà totale (anarco-genderqueer). 

Sembra più che vogliano agire all'interno dello Stato liberale di Diritto, andando così a creare niente altro che un nuovo "settore" di mercato

Lasciano perplesse anche le derive "porno-femministe", che proclamano la pornografia, la prostituzione, le perversioni sessuali come modalità di una identità libera dalle costrizioni, come legittime e valide "performatività" della sessualità umana. Ignorando l'abominevole mercato di orrore e sfruttamento che c'è dietro. 

Anche il matrimonio con la scienza, altro dominio tipicamente maschile e maschilista, rimane arduo da comprendere, specie quando va in direzione della riproduzione artificiale, slegando la donna o "post-donna" perfino dalla sua funzione primaria, quella della maternità

"Scomparsa la madre, risolto quel malaugurato passaggio nel corpo femminile, viene reciso il tramite, non solo fisico, tra la singolarità che nasce e quella che genera: viene cioè recisa l'origine umana, non meramente biologica, che fin qui nascere da donna assicura".



L'impressione è che la teoria queer, paradossalmente, proprio perché rifiuta l'identità, manca di una sua identità forte, una identità rivoluzionaria che poteva e doveva coincidere con le rivendicazioni femministe.

Tutto il discorrere sulla discorsività, sul ruolo del Logocentrismo, paradossalmente, ha prodotto una frammentazione - moltiplicazione dello stesso, che si è riverberata sulla frammentazione - moltiplicazione della sessualità, lasciando uno spazio completamente aperto all'instaurazione di una nuova forma di dominio "Porno Imperialista": l'acquisizione da parte del mercato di tutte le forme, anche le più perverse, di sessualità, compresa la pedofilia.


Col passare del tempo, col mutare della società e dei costumi, la teoria queer si è dispersa nei mille piani del relativismo e appare oggi come una alleata della globalizzazione postmoderna e postumana, un progetto di annullamento delle identità e delle differenze.  

LA GUERRA DEL GENERE 14 MARZO 2015

"La Mécanique du Silence" Pedofilia, Crimini Sessuali e COVER-UP 4 giugno 2017


FACEBOOK FILES Epidemia Social Porno 29 maggio 2017



INDIA: Violenza Senza Fine 14 maggio 2017




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