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domenica 13 agosto 2017

La Sesta Estinzione di Massa

I ricercatori parlano di "annientamento biologico" della fauna selvatica negli ultimi decenni il che significa che una sesta estinzione di massa nella storia della Terra è già in corso ed è più grave di quanto precedentemente temuto...

Stiamo assistendo alla sesta estinzione di massa​ MARTA FRIGERIO

Sixth Mass Extinction Event 11 LUGLIO 2017



Gli scienziati hanno analizzato specie comuni e rare riscontrando la perdita di miliardi di popolazioni locali. La colpa è della sovrappopolazione umana e del sovra-consumo per la crisi. E' a rischio la sopravvivenza della civiltà umana, e non è rimasto molto tempo per agire.

Lo studio, pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences, definisce questa perdita massiccia di fauna selvatica un "aggressivo attacco alle fondamenta della civiltà umana”.

Studi precedenti hanno dimostrato che le specie animali si stanno estinguendo ad un tasso significativamente più veloce rispetto quello di milioni di anni fa. Secondo quest'ultimo studio sono migliaia le specie che hanno perso fino al 50% della popolazione. Dati dettagliati sono disponibili per i mammiferi terrestri, di cui quasi la metà hanno perso l'80% della popolazione. Le miliardi di perdite tra mammiferi, uccelli, rettili e anfibi in tutto il pianeta, portano i ricercatori a proclamare che una sesta estinzione di massa è già progredita oltre quanto si pensava: "L'annichilimento biologico risultante avrà gravi conseguenze ecologiche, economiche e sociali. L'umanità pagherà un prezzo molto alto per la decimazione dell'unico insieme di vita che conosciamo nell'universo".

Seppure rimanga ancora del tempo per provare a fermare il declino, le prospettive sono pessime: "Tutti i segni indicano che nei prossimi due decenni la biodiversità sarà messa a dura prova, e con essa anche la vita umana".


La fauna selvatica sta morendo a causa della distruzione degli habitat naturali, della sovra-pesca in mare, dell'inquinamento tossico, dell'invasione di specie aliene e del cambiamento climatico. Ma la causa principale è la "sovrappopolazione umana e il sovra-consumo, specie dei paesi ricchi", dicono gli autori dello studio, tra cui il Prof. Paul Ehrlich, della Stanford University, autore del libro "The Population Bomb" uscito nel del 1968 che invitava ad un''azione immediata per limitare la crescita della popolazione.

"La civiltà dipende completamente dalle piante, dagli animali e dai microrganismi della Terra che forniscono servizi essenziali all'ecosistema che vanno dall'impollinazione e dalla protezione delle colture alla fornitura di cibo e al mantenimento di un clima vivibile", ha detto Ehrlich al Guardian. Altri essenziali servizi ecosistemici includono aria pulita e acqua. "Occorre agire in fretta. Contenere la crescita della popolazione, intervenire sul fronte del consumo, creare nuove riserve naturali, nuove leggi a protezione della diversità". E anche un'istituzione internazionale per finanziare la conservazione della fauna selvatica globale.

I ricercatori indicano il caso "emblematico" del leone: "Il leone è stato storicamente distribuito su gran parte dell'Africa, dell'Europa meridionale e del Medio Oriente, fino all'India nordoccidentale. Oggi, la grande maggioranza delle popolazioni del leone si sono estinte". Perché non ci sono più abbastanza prede.

Lions 'could be extinct within a generation' May 10, 2017


Robin Freeman, della Zoological Society of London, parte del team che nel 2014 ha prodotto un'analisi di 3000 specie scoprendo che il 50% della popolazione è andata perduta, ha dichiarato: "Abbiamo bisogno rendere le persone consapevoli del catastrofico declino che stiamo vedendo".

LE 5 ESTINZIONI DI MASSA

Ordoviciano-Siluriano (circa 450 milioni di anni fa)


In un periodo di tempo di pochi milioni di anni, a causa di imponenti glaciazioni, il livello marino si abbassò drasticamente causando l'estinzione di molte specie marine, in particolare quelle residenti nei fondali bassi e nelle acque calde. Si stima che l'estinzione abbia riguardato circa l'85% delle specie allora esistenti tra invertebrati e pesci primitivi. Secondo una recente ipotesi, avanzata dal Prof. Adrian L. Melott dell'Università del Kansas, questa estinzione di massa sarebbe stata causata da lampi di raggi gamma dovuti all'esplosione di una supernova relativamente "vicina" (qualche migliaio di anni luce) particolarmente massiccia, che avrebbe causato gravissimi squilibri nella catena alimentare e nel clima.[2]

Ordovician–Silurian extinction events From Wikipedia


Devoniano superiore (circa 375 milioni di anni fa)


Al passaggio Frasniano-Famenniano (Devoniano superiore) si verificò un'estinzione di massa, chiamata evento Kellwasser che interessò una percentuale stimata in circa l'82% delle specie viventi. Anche se alcuni ricercatori suggeriscono come causa dell'estinzione alcuni impatti asteroidali, non dovrebbe in realtà essersi trattato di un evento improvviso in quanto le estinzioni si svilupparono durante un periodo di circa 3 milioni di anni. In Brasile sono stati trovati depositi glaciali relativi a questo periodo.


Late Devonian extinction From Wikipedia

Permiano-Triassico (circa 250 milioni di anni fa)

 Estinzione di massa del Permiano-Triassico.
L'estinzione di massa più catastrofica di tutti i tempi nota come il Great Dying [1] , la Grande Morìa. Al limite Permiano-Triassico circa il 96% delle specie animali marine si estinse e complessivamente scomparve il 50% delle famiglie animali esistenti. Secondo alcuni ricercatori questa estinzione avvenne in un periodo rapidissimo, secondo altri invece si sono verificati tre o più episodi durante un periodo di tempo di circa 3 milioni di anni.
Nel sottosuolo australiano è stato scoperto recentemente un antico cratere da impatto, largo circa 120 chilometri, che risale all'epoca della grande estinzione. Alcuni scienziati sono convinti che a provocare l'estinzione sia stato un episodio di vulcanismo intenso che si è verificato proprio 250 milioni di anni fa. A Noril'sk in Siberia è stata individuata un'enorme colata di basalto, spessa 4 km e ampia 2,5 milioni di km².
Una prova all'ipotesi dell'asteroide è stata fornita dall'enorme cratere della Terra di Wilkes di 450 km di diametro rilevato in Antartide e risalente proprio, secondo gli esperti, a 250 milioni di anni fa. La scoperta è avvenuta grazie al satellite della NASAGrace.
Un'ulteriore ipotesi proposta recentemente [3] prevede che al seguito del periodo di intenso vulcanismo la percentuale di anidride carbonica presente in atmosfera potesse essere aumentata oltre un valore limite stimato in 1000 ppm. In conseguenza di ciò, il chemioclino (zona di equilibrio tra acque sature d'acido e ricche d'ossigeno) avrebbe lambito la superficie oceanica, rendendo di fatto anossico il mare e liberando tremende bolle di gas venefico su tutto il pianeta. Il gas avrebbe avuto in seguito effetti deleteri anche sullo scudo dell'ozono. Questa ipotesi sembra giustificare l'enormità dell'estinzione in ambiente marino e, di conseguenza, poi in ambiente terrestre.

Al termine del Triassico, la temperatura salì di circa 5 gradi Celsius e si estinse circa il 76% delle specie viventi, tra le quali la quasi totalità dei terapsidi e molti anfibi primitivi, e l'84% dei bivalvi. Tra le cause proposte, oltre a impatti di corpi extraterrestrimassicce eruzioni vulcaniche responsabili di un forte riscaldamento globale e una crescente aridità, variazioni del livello del mare, diffusa anossia - la diminuzione o totale mancanza di ossigeno - nei fondi marini, rilascio di grandi quantità di metano dal fondo degli oceani [4]. Quest'evento ha permesso ai dinosauri di diventare la specie dominante nel periodo Jurassico.

Triassic–Jurassic extinction event From Wikipedia

Cretaceo-Paleocene (circa 65 milioni di anni fa)


Al limite tra Secondario e Terziario è stimata l'estinzione di circa il 75% di tutte le specie viventi, compresi i dinosauri. Si sono date le spiegazioni più diverse e assurde, finché, nel 1980, il premio Nobel per la fisica Luis Alvarez, suo figlio Walter e Frank Asaro misurarono in alcuni livelli geologici risalenti al limite K-T (abbreviazione per Cretaceo-Terziario), campionati vicino a Gubbio, la presenza di una concentrazione insolita di iridio, un elemento chimico piuttosto raro sulla Terra, ma comune nelle meteoriti. Si avanzò pertanto l'ipotesi che l'estinzione di massa fosse stata provocata dall'urto con un meteorite. È stata scoperta un'enorme struttura circolare sotterranea situata nella penisola dello Yucatan, vicino alla città di Puerto Chicxulub presso Mérida. Lo studio su questo cratere ha portato alla conclusione che il meteorite che avrebbe colpito la Terra alla velocità stimata di 30 km/s, avrebbe avuto un diametro di almeno 10 km e avrebbe liberato un'energia pari a 10.000 volte quella generabile da tutto l'arsenale nucleare ai tempi della guerra fredda. Secondo la rivista Le Scienze, Paul Renne nel 2008 e altri ricercatori dell'Università della California a Berkeley e del Berkeley Geochronology Center [5], grazie a una nuova e sofisticata tecnica di datazione sono riusciti a ridurre l'incertezza nella misurazione dal 2,5 allo 0,25 %. Questo ha permesso di fornire la più precisa datazione assoluta anche per l'estinzione del Cretaceo, ora stimata in 65,95 milioni di anni fa, con un margine d'errore di 40.000 anni.Un'altra possibile struttura candidata a essere la testimonianza dell'impatto di un corpo celeste con la terra, provocando l'estinzione di fine cretaceo è il cratere di Shiva, oggi localizzato sul fondo dell'oceano Indiano, a ovest di Mumbai. Il suo cratere, dal diametro di circa 500 km, sarebbe stato prodotto da un meteorite avente un diametro di circa 40 km.[6]

Cretaceous–Paleogene extinction event From Wikipedia


Extinction event From Wikipedia


Quasi 20 eventi di estinzione nella storia naturale della Terra sono stati analizzati in un nuovo studio di David Bond dell'Università di Hull in Inghilterra e di Stephen Grasby dell'Università di Calgary in Canada. 

Hanno scoperto che la maggior parte degli eventi registrati, a partire da circa 500 milioni di anni fa fino ad oggi, può essere collegata a periodi di intensa attività vulcanica che ha causato il riscaldamento globale dell'atmosfera, insieme all'acidificazione e all'esaurimento di ossigeno negli oceani. Insieme a piogge acide, perdita dello strato di ozono, radiazioni ultraviolette e metalli tossici.

Gli effetti collaterali del cambiamento climatico causato dall'uomo che stiamo vedendo oggi non sono tanto diversi. l'estinzione di massa, ormai provata, in corso nell'attuale epoca dominata dall'uomo (chiamata antropocene), è caratterizzata da una grave perdita di biodiversità e da bruschi mutamenti climatici.

Secondo lo studio, nelle 5 precedenti più grandi estinzioni di massa, l'imponente rilascio di magma è associato solo ad una piccola perdita di biodiversità, quindi deve esserci un altro fattore che ha determinato le gravi ripercussioni sugli animali e sulle piante. 


L'orso polare, i pinguini, l'elefante africano, le tartarughe marine, tigri, balene e delfini, oranghi, albatros, canguri e barriere coralline: sono a rischio 10 grandi specie simbolo della biodiversità

Lo ha reso noto il WWF che ha commissionato uno studio degli impatti possibili che i cambiamenti climatici avranno sulle specie più conosciute al mondo, attingendo dalle ultime pubblicazioni scientifiche. I risultati, rileva il WWF, "sono sconvolgenti": il 90% dei coralli della Grande Barriera Corallina potrebbe scomparire entro il 2050; lo stesso vale per il 75% dei pinguini di Adelia dell'Antartico; gli orsi polari potrebbero essere spazzati via del tutto entro la fine di questo secolo.



ULTIMATUM ALLA TERRA

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2022 i SOPRAVVISSUTI

E VENNE IL GIORNO

APOCALISSE MAYA

COSMOGENESIS

LA GUERRA DEGLI OGM 6

NATURA VS. CULTURA

Il REGNO DI SATANA


THE VANISHING


Il rischio di estinzione a cui stanno andando incontro molti mammiferi è stato esposto graficamente in uno studio: i ricercatori sono riusciti a misurare la frammentazione degli habitat naturali di più di 4.000 specie di mammiferi. 

Il professore Kevin Crooks, che ha guidato lo studio,della Colorado State University, ha dichiarato: "Per la prima volta nella storia della Terra, una specie - l'Homo sapiens - domina incontrastata il globo. A differenza delle epoche precedenti, viaggiamo e comunichiamo in tutto il pianeta. Purtroppo, più connessi diventiamo, più la vita non umana con cui condividiamo questo pianeta diventa sempre più scollegata, e in grave pericolo".

"Sono tanti i mammiferi che rischiano l'estinzione a causa della distruzione ad opera dell'uomo dei loro habitat naturali".



Il sifaka dalla corona dorata (Propithecus tattersalli Simons, 1988) è un lemure della famiglia degli Indriidae,


Il cervo delle Calamian (Axis calamianensis Heude1888), noto anche come cervo porcino delle Calamian una delle tre specie di cervo originarie delle Filippine,

Il coniglio ispido (Caprolagus hispidus Pearson, 1839), un mammifero lagomorfo della famiglia dei Leporididiffuso nell'Assam, nel Bangladesh occidentale, le province superiori del Kheri settentrionale e il Bihar, in India

solo per citarne qualcuno.


Le attività umane, in particolare lo sviluppo urbano e la deforestazione, portano alla frammentazione-distruzione degli habitat naturali.

Il professor Crooks dice che la frammentazione riduce la quantità totale di habitat disponibile alla fauna selvatica, ma anche isola contemporaneamente l'habitat che resta, impedendo il movimento degli animali in paesaggi precedentemente collegati.

In una precedente ricerca, il suo team ha scoperto che i grandi carnivori, il puma (Puma concolor (Linnaeus1771), chiamato anche coguaro o leone di montagna, llince rossa (Lynx rufus) di montagna, diminuiscono e volte scompaiono, nelle aree urbane altamente frammentate degli Stati Uniti.
La frammentazione degli habitat intensifica anche gli effetti degli altri agenti di cambiamenti ambientali globali, inclusa la limitazione della capacità della fauna selvatica di spostarsi in risposta ai cambiamenti climatici.
"La frammentazione degli habitat deve essere affrontata con urgenza, rappresenta una sfida alla gestione dedi conservazione globale. Speriamo che questa ricerca fornisca una guida critica ai professionisti della conservazione e ai responsabili politici che devono fissare priorità strategiche".

"The Vanishing" 2 LUGLIO 2017


Gli esseri (dis)umani stanno distruggendo il pianeta attraverso attività che causano il riscaldamento globale, i cambiamenti climatici, la distruzione degli habitat naturali. Molte specie animali stanno pagando a caro prezzo il risultato delle nostre imprese.

I panda sono mammiferi altamente sensibili che non possono vivere in temperature calde. Mentre il clima caldo riscalda il pianeta, esauriscono gli habitat freddi. Forzati a salire più in alto per un po' di sollievo, rischiano di perdere la loro fonte di cibo - bambù e piante. I bambù crescono lentamente e non possono migrare con i panda, mettendo in pericolo la sopravvivenza della specie.

Il leopardo delle nevi (Panthera uncia), originario delle catene montuose dell'Asia centrale. prospera negli altopiani tra i 3350 e i 6700 m di altitudine, che li mantiene freschi e offre molta preda. A causa delle temperature crescenti, si stanno spingendo verso regioni isolate.


Il pigoscelide di Adelia (Pygoscelis adeliae), il pinguino più largamente diffuso sulle coste del continente Antartico, nidifica su rocce e terreni liberi dai ghiacci per tenere le uova all'asciutto. Ma le temperature crescenti hanno portato maggiori nevicate e hanno reso più comune la formazione di pozze che sommergono le uova, rendendo i nidi freddi e bagnati e decimando la popolazione.

Penguin species in risk of extinction 1 LUGLIO 2016



Il riscaldamento dell'Artico, causato dal gas responsabile dell'effetto serra dovuto alle numerose attività degli uomini, è una delle più grandi minacce per gli orsi polari
Il riscaldamento dell'Artico comporta lo scioglimento dei ghiacciai che aiutano a raffreddare la temperatura della Terra e provocano anche numerose difficoltà agli orsi per cacciare e procurarsi il cibo. Inoltre, più mare aperto significa più annegamenti e riduzione della sopravvivenza dei cuccioli.

Gli scienziati stimano che ci sono dai 20,000 ai 25,000 orsi polari in cattività, per lo più in Canada.

"La loro sopravvivenza richiede azioni globali per ridurre le emissioni di gas a effetto serra", afferma Geoff York, direttore della conservazione per gli orsi polari internazionale.

Anche la NASA si è occupata dell'argomento, affermando che l'Artico gioca un ruolo fondamentale nella regolarizzazione del clima della Terra, un cambiamento climatico nell'Artico può provocare gravi conseguenze dappertutto.

10 fotografie meravigliose dal National Geographic's Your Shot community ricordano che ogni giorno c'è sempre un buon motivo per prendersi cura degli orsi polari.

Orsi polari sempre più a rischio estinzione March 16, 2015



The Shocking Reality Of Climate Change 14 SETTEMBRE 2015





Con il ghiaccio marino dove riposano e cacciano che si scioglie, migliaia di trichechi hanno nuovamente inondato il litorale vicino al villaggio di Point Lay, in Alaska.


Questi spostamenti di massa, chiamati "outsourcing", sono stati registrati per la prima volta nel 2007 e poi sette negli ultimi nove anni. Gli scienziati e gli ambientalisti dicono che sono uno degli impatti più visibili del clima in rapida evoluzione dell'Artico, che si sta riscaldando due volte più velocemente del resto del mondo.


Le emissioni di anidride carbonica distruggono circa 650 metri quadrati di ghiaccio marino artico ogni anno.


I nuovi calcoli mostrano anche che i precedenti modelli climatici hanno sottovalutato la resistenza del ghiaccio e questo potrebbe avere conseguenze catastrofiche per il nostro pianeta.





Un team di ricercatori ha avvisato che solo una sostanziale riduzione delle emissioni di gas serra nel corso del prossimo decennio potrà evitare un crollo catastrofico del ghiaccio antartico e un aumento del livello del mare che continuerà per migliaia di anni.



Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature, dice che se la temperatura globale aumentasse a circa 3C (5,4 F) al di sopra dell'era pre-industriale, le piattaforme di ghiaccio che tengono indietro le gigantesche calotte di ghiaccio continentali andranno perdute.

Innescando un crollo che continuerà per migliaia di anni, aumentando i livelli del mare da 0,6 metri a 3 metri (2-10ft) entro l'anno 2300 a seconda della quantità di emissioni di gas serra.

I nostri discendenti subiranno le catastrofiche conseguenze della bruciatura dei combustibili fossili di oggi, dal momento che i livelli del mare continueranno a salire fino a 9 metri al di sopra dei livelli attuali.

Antarctic ice sheets face catastrophic collapse 15 OTTOBRE 2015


THIN ICE La Verità del Ghiaccio 6 SETTEMBRE 2015



Obama contro l'Apocalisse Climatica 1 SETTEMBRE 2015

THE LAST PINK DOLPHINS 14 SETTEMBRE 2015


Il koala o coala (Phascolarctos cinereus), detto anche  "piccolo orso", è un mammifero marsupiale australiano che dipende per tutto - rifugio, cibo e acqua, dagli alberi di eucalipto: a causa delle attività umane, l'aumento dell'anidride carbonica nell'atmosfera sta cambiando la chimica di base delle foglie di eucalipto, rendendole velenose. Le crescenti siccità hanno anche ridotto l'umidità, portando i Koala verso l'estinzione.


Una volta presenti anche in Asiane restano solo 50 esemplari in IranIn Zimbabwe il dato più impressionante: in sedici anni la popolazione di ghepardi è crollata da 1.200 esemplari a soli 170.  

Una volta fuori dai confini delle aree protette, i ghepardi finiscono spesso vittime del traffico illegale di cuccioli: grazie alla loro ridotta aggressività, vengono richiesti come animali da compagnia dai ricchi del Golfo Persico. Per i bracconieri sono un vero affare: sul mercato nero un cucciolo può valere fino a 10.000 dollari. Secondo il Fondo per la protezione dei ghepardi circa 1.200 cuccioli sono stati portati via dall’Africa negli ultimi 10 anni, ma circa l’85% di loro muore durante il viaggio. 

Ghepardi a rischio estinzione: in natura ne rimangono solo 7100 FULVIO CERUTTI 27/12/2016


In Asia e in Africa, i leopardi sono ad alto rischio di estinzione a causa della caccia illegale - bracconaggio - e della caccia grossa - trophy hunting.


The Last Leopards 2 7 DICEMBRE 2016


Le ultime tigri rimanenti vivono sotto una grave minaccia di estinzione, dopo aver perso il 93% della loro gamma storica e subito un crollo della popolazione del 95% durante il secolo scorso.

La principale minaccia alla loro sopravvivenza sulla Terra è  l'elevata domanda in Asia delle loro parti e derivati, richiesta esacerbata dal commercio legale delle ossa di leone.




La popolazione mondiale di elefanti è giunta ad un punto critico.

Da migliaia di anni gli elefanti vengono uccisi per l'avorio.

Il XIX secolo ha portato una moda per la caccia grossa tra i colonialisti, che ha massacrato le mandrie in tutto il continente africano. Oggi, gli elefanti rimasti si trovano ad affrontare la minaccia dei cacciatori locali e le gang di bracconieri, finanziate dai sindacati asiatici e armati dai conflitti in Africa.

Le brutali uccisioni sono viste da alcui esperti più che una battaglia per una merce, per la terra. L'esplosione della popolazione umana richiede spazio. Eliminando gli elefanti dalla terra, la si apre allo sviluppo. 

Lo zoologo britannico Ian Douglas Hamilton, che ha volato sui paesi africani subsahariani per contare gli elefanti negli anni '70 e '80, ha scoperto quello che è diventato noto come "olocausto degli elefanti"; gli elefanti africani sono scesi da un milione a 400.000 durante gli anni '80.

Nel 2015, circa 20.000 elefanti africani sono stati uccisi per le loro zanne, più di quanti ne sono nati.

Nonostante il bando globale del commercio internazionale di avorio (vigilato dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione), il commercio illegale è esploso. Grandi quantità di avorio sono state acquistate e immagazzinate in magazzini segreti. Le bande criminali spediscono enormi quantità di avorio attraverso i porti alle fabbriche e ai mercati illeciti della Cina, del Vietnam, della Malesia e della Thailandia in particolare. 



Alimentato dalla corruzione, il sutterfugio, l'avidità, il commercio dell'avorio non è solo un problema africano. Una rete complessa e semi-segreta collega segretari zambiani e commercianti di Hong Kong, le riserve del Kenya e le fabbriche vietnamite. 

35.000 elefanti africani vengono uccisi ogni anno, uno ogni 15 minuti.

"I commercianti di avorio vogliono veramente l'estinzione degli elefanti Quanto meno gli elefanti ci sono, più aumenta il prezzo, più aumenta il prezzo, più persone vorranno ucciderli". 


È l’unico esemplare di rinoceronte bianco settentrionale, una delle due sottospecie di rinoceronte bianco. Tutti i suoi “parenti” e antenati sono stati uccisi per le loro corna, oggetti che ormai hanno valori molto elevati sui mercati asiatici. 

Non solo gli sono stati applicati dei trasmettitori radio, ma Sudan, insieme a due esemplari femmine, è sorvegliato dalle guardie armate del Ol Pejeta Conservancy in Kenya. 

Per sperare di salvarne la vita, a Sudan è stato anche rimosso il corno: senza quello, i bracconieri non dovrebbero avere interesse a ucciderlo.

Sino al mese di ottobre 2014, gli esemplari erano quattro, tutti giunti da uno zoo della Repubblica Ceca, con la speranza che si riproducessero in un ambiente più consono alla loro natura. 

A ottobre Suni, l’altro esemplare maschio, è morto all’età di 34 anni, lasciando l’arduo compito di mantenere la specie al 40enne Sudan. Ma sino ad ora ogni tentativo non è andato a buon fine. 

Sudan, il rinoceronte sorvegliato 24 ore al giorno perché è l’ultimo della sua specie sulla Terra 11/04/2015

This Rhino Is Guarded 24 Hours A Day Because There Is No One Else Like Him Left On Earth April 10, 2015

Horny and looking for love, world's last male northern white rhino joins Tinder

Thomas Page, CNN April 26, 2017


Sumatran rhino extinct in the Malaysian wild 21 AGOSTO 2015


Rimangono solo tre rinoceronti bianchi settentrionali. Uno è un maschio anziano e due sono femmine con problemi di fertilità che impediscono loro di concepire naturalmente.


Gli scienziati sperano che il trattamento IVF per le femmine sterili possa essere un modo per salvare la specie. Ma prima hanno bisogno di provarlo sui loro cugini leggermente meno minacciati.


IVF mission to save last northern white rhinos from extinctionSimon de Bruxelles July 21 2017 The Times


Un nuovo rapporto di Elephant Action League (EAL), Grinding Rhino: An Undercover Investigation on Rhino Horn Trafficking in China and Vietnam, mostra come il corno del rinoceronte entra nei negozi in Cina, il più grande mercato illegale di corni di rinoceronte nel mondo. 
Il mercato nero è attivo in tutta la Cina, e il Vietnam è il punto di ingresso principale.





Secondo il World Wide Fund for Nature (WWF), il traffico di animali selvatici è diventato il quarto più grande commercio illecito del mondo.

Il 2016 è stato catastrofico per le tigri in India: "Il commercio illegale della fauna selvatica ha raggiunto i 20 miliardi di dollari l'anno, il quarto più grande commercio illecito del mondo, dopo la droga, il traffico di esseri umani e il commercio di merci contraffatte", ha dichiarato uil WWF.
"I bracconieri stanno contribuendo all'onda di estinzione che si sta diffondendo in tutto il Sud-Est asiatico. In questa crisi le tigri stanno scomparendo. Tutti gli sforzi per recuperare le tigri selvatiche sono ora in pericolo", ha detto Mike Baltzer, responsabile del WWF Tigers Alive.
"Centinaia di migliaia di trappole mortali vengono rimosse dai rangers dalle aree protette dell'Asia ogni anno, ma questa è solo la punta dell'iceberg", ha dichiarato Rohit Singh, esperto di legge sulla protezione della fauna selvatica.


Le giraffe si trovano ad affrontare una "estinzione silenziosa" con soli 90.000 animali che vagano ancora per le pianure africane.

15 anni fa e'erano ancora 150.000 giraffe allo stato selvaggio, ma da allora i numeri sono scesi del 40% a causa della perdita di habitat e del bracconaggio.

Le giraffe sono già estinte in sette paesi. Vengono uccise per la loro carne mentre i loro habitat vengono distrutti.




La caccia dei pangolini, il mammifero più illegalmente commerciato nel mondo, è aumentata del 150 per cento nelle foreste dell'Africa Centrale dal 1970 al 2014, secondo uno studio condotto dall'Università del Sussex.
Fino a 2,7 milioni di pangolini vengono cacciati annualmente nelle foreste di Camerun, Repubblica Centrafricana, Guinea Equatoriale, Gabon, Repubblica Democratica del Congo e Repubblica del Congo.
I Pangolini vengono cacciati e scambiati come cibo e per la medicina tradizionale. Il prezzo è aumentato nei mercati urbani africani di 5,8 volte.

La tartaruga marina embricata è richiesta dai gioiellieri, mangiata come delicatezza. Le tartarughe verdi vengono cacciate per la carne, la tartaruga bastarda olivacea, abbondante nel Mare delle Filippine dell'Ovest, viene cacciata per la carne, il guscio, gli organi interni.

Seppure la caccia di queste creature sia vietata, la  tartaruga marina embricata è in grave pericolo di estinzione secondo la Red List della International Union for Conservation of Nature (IUCN).

Commercianti senza scrupoli acquistano e vendono le tartarughe marine e i loro sottoprodotti all'interno del territorio nazionale delle Filippine approfittando degli scarsi controlli delle autorità e l'aiuto della gente del posto che guadagna da vivere catturando la fauna selvatica

Sono sulla Terra da più di 400 milioni di anni. Si sono evoluti. Sono sopravvissuti. Ora, sono a rischio di estinzione a causa della specie umana. Le loro popolazioni che diminuiscono ad un tasso allarmante: alcune specie sono diminuite del 90%.

In Asia, si ritiene che gli squali possono curare il cancro e aumentare lo stato sociale. L'idea che lo status sociale abbia prevalenza sulla vita stessa è parte del motivo per cui più di 125 specie sono attualmente in pericolo di estinzione. 


In Giappone e in Australia, la zuppa di pinne di squali è una delicatezza comune ma molte persone non si rendono conto che l'acquisto di pinne è spesso fatto illegalmente e crudele. I pescatori catturano gli squali vivi, usano le lame di metallo caldo per togliere le pinne, poi gettano lo squalo ancora in vita nell'oceano. Poiché gli squali devono continuamente muoversi per respirare, senza pinne vengono attaccati da predatori o soffocati nell'acqua. Nonostante le leggi in vigore, il mercato in crescita delle pinne è responsabile di milioni di morti ogni anno.

Gli squali vengono uccisi molto, molto più velocemente di quanto possano riprodursi. 

Si stima che in totale 100 milioni di squali siano uccisi ogni anno. Direttamente o indirettamente, gli esseri umani sono indubbiamente la causa. Dall'inquinamento alla pesca, alcune popolazioni di specie sono diminuite del 90% in meno di 30 anni. 

Gli squali saranno estinti in appena 20 anni. 


La vaquita,  focena del Golfo di California (Phocoena sinus)  è il mammifero marino maggiormente in pericolo sul pianeta.

La sua popolazione è stata decimata negli ultimi due decenni, passando da circa 600 individui nel 1997 a meno di 30 oggi.

Può essere trovata solo nella parte settentrionale del Golfo della California o il Mare di Vermillion. La sua colorazione unica ha portato alcuni a chiamarla il "panda del mare".

Il presidente messicano Enrique Peña Nieto ha emesso un divieto temporaneo per la pesca con la rete da posta , una tecnica che molti credono essere la più grande minaccia per le vaquita.

Il destino della vaquita è legato a quello della totoaba, un grande pesce che nasce nell'acqua salmastra vicino al delta del fiume del Colorado. Protetta in Messico dal 1975, la specie è l'obiettivo di una pesca illegale guidata dalla domanda della sua vescica da nuoto, un organo che aiuta i pesci a controllare la sua galleggiabilità. Una volta essiccata è venduta a prezzi che partono dai 2.5000 dollari l’etto.

L'Assembly Bill 1151, o Vaquita Protection Act, è stato recentemente approvato dall'Assemblea statale della California aggiungendosi ai divieti messicani, nella speranza di riuscire a salvare le ultime vaquita.


CHINESE MEDICINE IS DRIVING VAQUITA TO EXTINCTION 14 GENNAIO 2016


Black Markets in China Driving Porpoise to Extinction 25 AGOSTO 2015

THE LATEST VAQUITAS  May 28, 2015





L'orcella asiatica, il delfino "sorridente", è quasi estinto ma continua ad essere cacciato nelle acque della Birmania.

L'inquinamento idrico e la pesca sono responsabili delle morti dei delfini.

In Birmania e sono rimasti solo 62. Nel vicino Laos, sono già "funzionalmente estinti" - quando una specie non è più in grado di riprodursi o sostenere se stessa prima dell'estinzione finale. Ne rimangono 3.


Famoso per la sua colorazione rosa, il delfino bianco cinese è in pericolo di estinzione a Hong Kong.

La perdita del loro habitat naturale li ha privati ​​di cibo e riparo.


Il numero di questi delfini è diminuito a 62 oggi da 158 nel 2003.


Il declino è dovuto a cinque fattori principali: la perdita di habitat a causa dello sviluppo costiero, l'inquinamento dell'acqua, l'inquinamento acustico subacqueo, la collisione delle navi e l'eccesso di pesca.



Una rete segreta di trafficanti di fauna selvatica che vendono piccoli di scimpanzé è stata esposta da una inchiesta della BBC.




I piccoli vengono sequestrati e venduti come animali domestici.





La tattica usata dai bracconieri è di uccidere gli adulti della famiglia, rapire i cuccioli e vendere i corpi morti per la carne. Per ottenere un neonato vivo, fino a 10 adulti vengono solitamente massacrati.


I piccoli di scimpanzé sono molto richiesti negli stati del Golfo, nell'Asia sudorientale e in Cina, gli acquirenti sono disposti a pagare prezzi elevati e tasse aggiuntive per aiutare a superare i controlli internazionali.

Gli scimpanzè diventano presto troppo forti e potenzialmente violenti per essere tenuti in una casa, cos' da grandi vengono uccisi.


Tra 10, 20 anni, non ci saranno più CHIMPANZE.



Quasi due terzi delle specie di primati sono a rischio di estinzione in gran parte per colpa di azioni umane che uccidono gli animali e distruggono gli habitat naturali.

Se non verranno messe in atto misure per contrastare il fenomeno, entro 25-50 anni gran parte dei primati non umani saranno estinti.

Del gibbone di Hainan restano meno di 30 esemplari ma sono molte le specie - come il lemure catta, il colobo rosso degli Udzungwa, il presbite dalla testa bianca, la scimmia dal naso camuso dello Yunnan e il gorilla di Grauer - le cui popolazioni sono ridotte a poche migliaia di esemplari, costretti in spazi sempre più esigui. Tra il 1985 e il 2007 l'orango di Sumatra, ha perso il 60 per cento del suo habitat. 


Le foreste che bruciano per far posto alle piantagioni per sostenere la domanda insaziabile del mondo per l'olio di palma è una delle principali cause del sorprendente declino del numero di oranghi. 



Questi animali saranno estinti entro 10 anni, a meno che non venga intrapresa qualche azione per preservare le foreste in Indonesia e in Malesia dove vivono.

In soli 25 anni, più di un quarto delle foreste dell'Indonesia - 76 milioni di ettari, un'area quasi pari a quella della Germania - sono scomparse.


Uno dei motivi principali è quello di far posto alle piantagioni di olio di palma. L'olio viene utilizzato per produrre una vasta gamma di prodotti di consumo diversi : pizza, tagliatelle, ciambelle, dentifricio, shampoo, biodiesel.


Greenpeace ha accusato importanti marchi come Pepsico, Johnson & Johnson e Colgate-Palmolive di utilizzare olio di palma coltivato su terreni deforestati.

Alan Knight, di International Animal Rescue (IAR), che gestisce un centro di salvataggio nel Borneo, ha avvertito che l'orangutan è già sul "precipizio dell'estinzione".


"Se continua la distruzione attuale della foresta pluviale, non c'è assolutamente alcuna speranza che gli oranghi rimarranno in natura", ha detto.


Orangutans face complete extinction within 10 years 25 AGOSTO 2016


Oranghi del Borneo a rischio, -25% in dieci anni 10 luglio 2017


Fotou Ling. Isola di Hainan, Cina. Quando sorge il sole, chiunque si trovi ad ascoltare, sarà testimone di una delle tante, e mai realmente apprezzate, meraviglie della natura: gli ultimi gibboni rimasti sul pianeta intonano il loro canto. Dapprima i maschi, che si arrampicano in cima agli alberi quasi a voler sfiorare il sole nascente, poi le femmine e i giovani, in un continuo crescendo che risuona per la foresta tropicale.
Il gibbone di Hainan è il primate più raro al mondo” racconta Samuel Turvey, ricercatore senior della Zoological Society of London “Quasi certamente si tratta anche del mammifero più raro dell’intero pianeta.” Raro perché, attualmente, nella riserva naturale di Bawangling, a ovest di Hainan, ne sopravvivono soltanto 28 esemplari. Un dato allarmante, come riportato anche nell’ultimo rapporto dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) che, tra le 25 specie di primati più minacciati al mondo, ha collocato al primo posto il gibbone.
Due sono le cause principali di estinzione: la deforestazione e il bracconaggio. A partire dagli anni Sessanta la foresta di Hainan è stata sistematicamente disboscata alla ricerca di legnami pregiati come il palissandro e per fare spazio alle piantagioni di gomma di proprietà dello Stato, mentre la caccia al gibbone è stata avallata in nome della medicina tradizionale, secondo la quale la carne di questo primate, una volta bollita, possiede delle elevate proprietà terapeutiche.



Centinaia di specie di mammiferi - dagli scimpanzè agli ippopotami ai pipistrelli - vengono consumate fino all'estinzione.

la carne degli animali selvaticiBushmeat - è una fonte tradizionale di cibo per Le popolazioni africane, ma l'introduzione delle armi da fuoco ha portato fin quasi all'estinzione alcune specie

Parte della carne arriva anche sui mercati occidentali, rendendo il problema di portata internazionale (la cosiddetta bushmeat crisis). La caccia commerciale su larga scala sta lasciando foreste e altri habitat privi di fauna selvatica.

Senza urgenti provvedimenti, l'eliminazione di queste specie potrebbe portare al crollo della sicurezza alimentare di centinaia di milioni di persone dipendenti dal bushmeat per la sopravvivenza.

I mammiferi terrestri maggiormente in pericolo soo 301 specie che rappresentando il 7% di tutti i mammiferi terrestri valutati dall'IUCN e circa un quarto di tutti i mammiferi in via di estinzione.



Le 301 specie comprendono 168 primati, come il gorilla e il mandrillo, 73 animali ungulati, come il bue tibetano e il cammello, 27 pipistrelli, come La volpe volante dal capo dorato e la La volpe volante dalla barba nera e 12 carnivori , come il leopardo nebuloso e diverse specie di orso.



Sono minacciati anche 26 marsupiali, tra cui Il canguro arboricolo brizzolato e 21 specie di roditori, come lo scoiattolo Sulawesi e il ratto alpino. Tutte e otto le specie di pangolini sono minacciate.

Nel 2011, he Center for International Forestry Research ha stimato che ogni anno vebgono cacciati per la carne 6 milioni di tonnellate di animali. Un'altra stima indica che 89.000 tonnellate di carne, per un valore di 200 milioni di dollari, vengono prelevate ogni anno dall'Amazzonia brasiliana. La carne è anche contrabbandata all'estero, con 260 tonnellate di carni di selvaggina all'anno che si stima siano nascoste nei bagagli personali in un solo aeroporto europeo, Parigi Charles de Gaulle.



Una su tre specie di bombi, tra gli insetti impollinatori più importanti ed utili per l'uomo, è a rischio crescente di estinzione nella campagna britannica.

I cambiamenti climatici e la perdita di habitat hanno portato ad un allarmante declino in un terzo dei 260 tipi esistenti, tra cui il muscorum e il distinguendus del Regno Unito.
La biologa Dr Marina Arbetman, dell'Università Nazionale di Rio Negro, Argentina, ha dichiarato: "Una riduzione della diversità filogenetica può influenzare il potenziale evolutivo per affrontare il cambiamento globale in atto, compromettendo altresì l'uso attuale e futuro della biodiversità derivante dai processi evolutivi".

Un importante studio durato 18 anni ha trovato prove che collegano i controversi pesticidi "neonicotinoidi" - 

Insetticidi neuro-attivi chimicamente simili alla nicotina - a "estinzioni di popolazione su larga scala" delle api selvatiche.

Gli insetticidi hanno dimostrato di avere effetti "sub-letali" sulle api,che sono impollinatori vitali per molte colture, in condizioni di laboratorio e su piccola scala.

L'uso dei neonicotinoidi è stato limitato dall'Unione Europea e vietato in alcuni luoghi, come lo stato americano del Maryland, a causa della crescente preoccupazione per i loro effetti sulle api.

Per cinque specie investigate, tra cui l'Osmia e l'Ape scavatrice, lo studio ha rilevato che l'uso di neonotinoidi è legato ad almeno il 20 per cento delle estinzioni della popolazione

Honey Bees Extinction 9 GIUGNO 2016


Pesticide linked to UK honeybee deaths  22 AGOSTO 2015

THE LATEST BUMBLEBEES July 11, 2015

LE ULTIME API June 1, 2015

THE LATEST BEES April 27, 2015


KILLING US SOFTLY I pesticidi sono cancerogeni e rendono sterili APRIL 2, 2015


L'erbicida Roundup è cancerogeno MARCH 21, 201




Il rapido declino di una piccola farfalla nordamericana che vive in una zona altrettanto piccola di Manitoba ha spinto Nature Conservancy of Canada ad agire nella speranza di salvare la specie dall'estinzione.
Vent'anni fa erano abbondanti. Oggi si pensa che ne siano rimaste meno di 500 residenti nel mondo, e uno dei luoghi in cui vivono le farfalle in pericolo è una zona a est di Winnipeg.
Negli ultimi 10 anni c'è stato un rapido declino: è scomparsa dal Nord Dakota, dall'Iowa, del dal Sud Dakota e dal Michigan a causa della perdita di habitat.

'The entire species could become extinct': Crowdfunding underway to save Manitoba butterfly CBC News Jul 23, 2017 

Più di 120 specie di animali selvatici rischiano l'estinzione in Gran Bretagna a causa dei metodi intensivi di allevamento. Anche centinaia di più potrebbero essere a rischio a causa dell'industrializzazione dell'agricoltura, guidata dalle sovvenzioni dell'UE.


In particolare, sono crollate le popolazioni di farfalle, diminuite del 57% dal 1990.


La costante intensificazione dell'agricoltura, che non lascia spazio alla fauna selvatica, sta conducendo molte specie verso l'estinzione a causa dell'uso di pesticidi

More than 120 wildlife species facing extinction in the UK 25 AGOSTO 2016


Uno studio inglese ha dimostrato che alcune specie risentono particolarmente delle alte temperature e in particolare della siccità. 

Si è infatti registrato un sensibile calo della popolazione di alcuni tipi di farfalla, dopo un lungo periodo siccitoso nel 1995 a oggi; sono due i motivi che hanno causato questa drastica diminuzione nella popolazione delle farfalle: il primo è la diminuzione di habitat adatti alla riproduzione (agricoltura intensiva e urbanizzazione), il secondo è il surriscaldamento del clima.


Lo studio evidenzia che se non si interverrà rapidamente con dei provvedimenti drastici che vadano a controllare l'emissione di gas serra e la salvaguardia regionale del territorio, entro il 2050 si potranno perdere molte delle specie, già oggi ad alto rischio estinzione.


THE LATEST BUTTERFLIES 14 GENNAIO 2016



Secondo gli scienziati australiani dellUniversità di Queensland (UQ), occorre una maggiore collaborazione internazionale se si vogliono salvare gli uccelli migratori di tutto il mondo: 

il loro studio “Protected areas and global conservation of migratory birds” pubblicato su Science, dice che «Più del 90 per cento delle specie non sono sufficientemente protette a causa delle iniziative di salvaguardia mal coordinate».

Il team guidato dall’Australian Research Council Centre of Excellence for Environmental Decisions (CEED) ed al quale hanno partecipato anche ricercatori statunitensi e britannici, ha scoperto che numerose specie di uccelli migratori sono a rischio di estinzione a causa della perdita di habitat lungo le loro rotte migratorie.

Claire Runge, della School of Geography, Planning and Environmental Management dell’UQ, spiega che «Più della metà di tutte le specie di uccelli migratori che si spostano lungo le principali rotte del mondo ha subito gravi diminuzioni della popolazione negli ultimi 30 anni. Ciò è dovuto principalmente alla protezione disuguale e inefficace in tutto il loro areale migratorio e nei luoghi dove si fermano per rifornirsi di cibo lungo le loro rotte».

Lo studio ha scoperto enormi lacune negli sforzi di conservazione per proteggere gli uccelli migratori, in particolare in Cina, India e  aree dell’ Africa e del Sud America.




GREENVILLE, N.C. (WNCT) – Una specie autoctona di lupo del sud-est rischia l'estinzione di massa.



Il lupo rosso ha percorso la Carolina del Nord per molti anni, detiene il titolo di lupo americano perché si trova solo negli Stati Uniti.
Ne sono rimasti 40 in natura.



Questo animale è stato cacciato fin dal 1900.
Tra le cause principali per il rischio di estinzione vi sono le uccisioni accidentali ad opera di automobilisti e le uccisioni ad opera di cacciatori che li scambiano per dei coyote. Ogni tanto vengono anche avvelenati.
Questa soecie di lupo è essenziale per l'ecosistema perché è uno straordinario predatore.


In tutto il mondo, le barriere coralline sono una fonte di bellezza e di meraviglia. 

Le barriere coralline sono anche essenziali per la vita sul nostro pianeta. Alcuni li chiamano il vivaio dell'oceano. Almeno il 25 per cento delle specie marine vive lì, e il sostentamento di circa 500 milioni di persone in tutto il mondo è legato alle attività di pesca che alimentano le barriere coralline.



Ma negli ultimi 20 anni la vita sulle barriere sta scomparendo.



Si chiama sbiancamento del corallo.

Le temperature dei mari più elevate a causa del riscaldamento globale causato dall'uomo spingono i polipi - gli animali che vivono nel corallo - ad espellere le alghe incorporate nei loro tessuti. Quelle alghe sono ciò che supporta la vita nella barriera corallina.

Il risultato è che i coralli muoiono.

La temperatura diventa troppo calda per la sopravvivenza dei coralli.


Great Barrier Reef: Half of natural wonder is ‘dead or dying’ and it is on the brink of extinction, scientists say Andrew Griffin 20 April 2016


Complete Ecosystem Collapse 25 LUGLIO 2016

Coral reefs are 'likely to disappear from the Earth' 19 AGOSTO 2015

GLI ULTIMI CORALLI May 28, 2015



Il capitano Charles Moore, il marinaio che ha scoperto il vortice gigante di detriti di plastica che galleggiano nell'oceano del Pacifico settentrionale, dice ora che c'è un'altra enorme isola di plastica che cresce nel Pacifico del sud.


Il problema non è limitato a questi enormi ammassi di rifiuti nell'oceano. Le microplastiche - cioè le vecchie bottiglie di acqua plastica e le tazze di caffè di plastica che si sono suddivise in piccoli pezzi - si trovano a galleggiare sulla superficie di tutti gli oceani della Terra e anche dei Grandi Laghi.

Uno studio ha stimato che nel 2010 8 milioni di tonnellate di plastica scorrevano negli oceani del mondo. In uno studio più recente, gli stessi ricercatori hanno calcolato che gli esseri umani hanno creato dal boom della plastica degli anni '50 9,1 miliardi di tonnellate di plastica, equivalenti al peso di 93.000 dei più pesanti aerei del mondo. Solo il 9% è stato riciclato.

Secondo Moore il nuovo ammasso da lui scoperto potrebbe coprire un milione di chilometri quadrati, rendendolo 1,5 volte più grande dello stato del Texas.

PLASTIC APOCALYPSE 2 22 LUGLIO 2017




Ben 700 specie marine sono minacciate dalla presenza di plastica negli oceani. I ricercatori ritengono che la plastica svolga un ruolo nell'aumento dei tassi di estinzione delle specie.

L'inquinamento della plastica influenza specie marine sia grandi che piccole.

Rifiuti, detriti, attrezzi da pasca, sacchetti di plastica e perfino le cannucce rappresentano una minaccia mortale per la vita marina.

Filo e reti da pesca sono pericolosi non solo quando vengono utilizzati per pescare, ma continuano a minacciare uccelli, tartarughe e cetacei anche quando ormai hanno terminato la loro funzione primaria, avvolgendosi in un abbraccio mortale attorno agli animali.

I sacchetti di plastica vengono facilmente scambiati per meduse e inghiottiti come alimento, mentre le cannucce di plastica possono bloccarsi in una narice, nell’occhio o addirittura in gola di una tartaruga marina o di un qualsiasi altro animale marino.

Secondo un report realizzato dalla fondazione Ellen MacArthur, assieme al centro studi McKinsey, nel 2050 ci sarà più plastica che pesci negli oceani. Secondo l’analisi, il rapporto tra le tonnellate di plastica presenti negli oceani e quelle di pesce, che attualmente è di uno a cinque, diventerà di uno a tre già nel 2025. Quindi, un quarto di secolo più tardi, il quantitativo di pesce presente nel mare sarà inferiore rispetto a quello di rifiuti di plastica.

700 Marine Species Might Go Extinct Because of Plastic Pollution. Here Are 5 Ways You Can Help! Kate Good July 1, 2017


SILENT SPRING




So long we heard the magic birdsong
running wild and free
at the dawn
So long we heard the magic bong
Then it came the silent spring

From the north side to the southside,
get sprayed with the pesticide
From the north side to the southside
Then it came the biocide

I consulted the I Ching
said No More Sing
in this silent spring
No more swing
under the sun king

The Spreading of disinformation
the flagrant propaganda
the chemical damnation
the killing of plantation

From the north side to the southside,
get sprayed with the pesticide
From the north side to the southside
Then it came the ecocide

I consulted the I Ching
said No More Sing
in this silent spring
No more swing
under the sun king

So long we heard the magic birdsong
running wild and free
at the dawn
So long we heard the magic bong
Then it came the silent spring

Then it came the extinction age
Then it came the grassroots rage
Stiil fight up against the carbon
in the name of Rachel Carson

I consulted the I Ching
said No More Sing
in this silent spring
No more swing
under the sun king

(Lyrics by A.Mannucci)


"L'uomo ha perduto la capacità di prevenire e prevedere. Andrà a finire che distruggerà la Terra" Albert Schweitzer

Primavera silenziosa (titolo originale: Silent Spring) è un libro scritto da Rachel Carson e pubblicato nel settembre del 1962. Il libro è comunemente ritenuto una sorta di manifesto antesignano del movimento ambientalista e descrive con tanto di ricerche e analisi scientifiche i danni irreversibili del DDT e dei fitofarmaci in genere sia sull'ambiente che sugli esseri umani.
Il suo titolo deriva dalla constatazione del maggior silenzio nei campi primaverili, rispetto ai decenni passati, dovuto alla diminuzione del numero di uccelli canori provocato dall'utilizzo massiccio di insetticidi.

Primavera Silenziosa si focalizza sull'ambiente e sui fitofarmaci in particolare. È conosciuto come la crociata della Carson e lei lavorò su questo libro fino alla morte. La Carson esplorò le connessioni ambientali: nonostante un biocida sia finalizzato all'eliminazione di un organismo, i suoi effetti si risentono attraverso la catena alimentare, e ciò che era inteso per avvelenare un insetto finisce per avvelenare altri animali e uomini.
L'impegno di scrivere il libro richiese quattro anni e cominciò con una lettera che la Carson ricevette da un'amica. Veniva da parte di Olga Owens Huckins, dal New Englander, che possedeva una santuario per uccelli. Secondo la lettera, il santuario era stato spruzzato senza pietà dal governo. La lettera chiedeva alla Carson di usare la sua influenza con le autorità governative per avviare un'indagine sull'uso dei fitofarmaci. La Carson decise che avrebbe avuto molto più effetto parlare del problema in una rivista; gli editori non erano, però, interessati, per cui alla fine il progetto prese forma di un libro.
Ora, come autrice rinomata, poteva permettersi di chiedere (e ricevere) l'aiuto di importanti biologi, chimici, patologi e entomologi. Usò Primavera Silenziosa per creare un'associazione mentale nella gente tra la mortalità dell'ambiente naturale e l'uso spropositato di insetticidi come il dieldrin, il toxaphene e l'heptachlor. Le sue preoccupazioni riguardo alle pratiche riguardanti l'introduzione di un'enorme varietà di prodotti industriali e rifiuti negli ambienti terrestri e acquatici, nonché umani, con poco interesse alla possibile tossicità conseguente scosse l'opinione pubblica tanto quanto il mondo scientifico; "Stiamo sottoponendo intere popolazioni all'esposizione di sostanze chimiche che sono state dichiarate estremamente velenose e in molti casi con effetti cumulativi. Queste esposizioni cominciano alla nascita, se non addirittura prima, e - a meno che le cose non cambino - continuerà per tutta la vita delle persone."
Ancora prima della pubblicazione di Primavera silenziosa nel 1962, vi fu una strenua opposizione. Il Time riferisce nel 1999: "La Carson venne assalita violentemente da minacce di cause e derisione, inclusa l'insinuazione che questa scienziata così meticolosa fosse una "donna isterica" non qualificata a scrivere un libro di tale portata. Un imponente contrattacco venne organizzato e guidato dalla MonsantoVelsicolAmerican Cyanamid - come da tutta l'industria chimica - puntualmente supportata dal Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti come pure dai più cauti nel mondo dei mass media."
Scienziati dell'American Cyanamid come Robert White-Stevens (che scrisse: "Se l'uomo dovesse seguire gli insegnamenti di Miss Carson, si tornerebbe al Medioevo e gli insetti e le malattie erediterebbero ancora una volta la terra"[1]), compagnie chimiche e altri critici attaccarono i dati e le interpretazioni presenti nel libro. 

Altri andarono ancora più a fondo attaccando le credenziali scientifiche della Carson perché la sua specializzazione era la biologia marina e la zoologia, non la biochimica. Alcuni la definirono addirittura una semplice birdwatcher con troppo tempo libero che conoscenza scientifica, definendola non professionale. Una parte dei suoi oppositori la accusò addirittura di essere comunista. Inoltre, molti critici affermarono ripetutamente che lei stesse richiedendo l'eliminazione di tutti i fitofarmaci, nonostante il fatto che la Carson avesse messo in chiaro che non stava sostenendo la messa al bando o il completo ritiro dei fitofarmaci utili, ma ne stava invece incoraggiando un uso responsabile e amministrato con cautela con la consapevolezza dell'impatto delle sostanze chimiche sull'intero ecosistema

Infatti, conclude la sua sezione sul DDT in Primavera Silenziosa non invocando una totale proibizione ma con Un consiglio pratico dovrebbe essere "Spruzza il meno che ti sia possibile" piuttosto che "Spruzza al limite delle tue capacità" [2].


Houghton Mifflin venne spinto a stroncare il libro, ma non cedette. Primavera Silenziosa fu recensito positivamente da molte persone esterne al mondo dell'agricoltura e della chimica e divenne velocemente un best seller sia negli Stati Uniti che oltreoceano. Ancora una volta la rivista Time affermò che, prima di un anno circa dalla pubblicazione, "la maggior parte degli oppositori della Carson stanno velocemente tornando sulle loro posizioni. Nella loro infima campagna per portare la loro protesta ai livelli di una questione di pubbliche relazione, gli interessi delle aziende chimiche hanno solo aumentato la consapevolezza dell'opinione pubblica."[3].
L'uso dei fitofarmaci divenne una questione pubblica, soprattutto dopo un'apparizione televisiva della Carson nell'aprile 1963 in un dibattito con un portavoce di un'azienda chimica. In quello stesso anno venne eletta all'Accademia Americana delle Arti e delle Scienze e ricevette molti altri premi e onorificenze, inclusa le medaglie Audubon e Cullen della American Geographical Society.
La Carson ricevette centinaia di inviti a tenere discorsi ma non fu in grado di accettarne la maggior parte. La sua salute era cominciata a declinare da quando le era stato diagnosticato un cancro al seno quando era a metà della scrittura di Primavera Silenziosa. In una delle sue ultime apparizioni in pubblico, la Carson testimoniò di fronte alla Commissione Consultiva Scientifica del Presidente Kennedy, che aveva pubblicato una relazione nel 15 maggio 1963 nella quale appoggiava largamente le sue tesi scientifiche [4] [5].
Non visse abbastanza a lungo però per vedere la messa al bando del DDT negli USA. Morì il 14 aprile 1964 all'età di 56 anni.

Nel 1980 venne premiata con la Medaglia Presidenziale della Libertà, il più alto grado di onore civile negli USA[6].
Il Dipartimento di Protezione Ambientale e di Conservazione delle Risorse Naturali del Commonwealth ha sede a Harrisburg in Pennsylvania ed è dedicato a Rachel Carson.
Il 22 aprile 2006, per la celebrazione del Earth Day, il "Ninth Street Bridge" di Pittsburgh è stato rinominato "Rachel Carson Bridge"[7].
Tra il 1964 e il 1990, circa 260 ettari vicino Brookeville in Maryland furono acquistati e trasformati nel "Rachel Carson Conservation Park". Il fiume Hawling scorre attraverso questo parco e ci sono sentieri per passeggiate a piedi o a cavallo che passano tra i pascoli e i boschi. È amministrato dalla "Maryland-National Capital Park and Planning Commission".
A Sense of Wonder, un monologo basato sulla vita e le opere di Rachel Carson -- scritto e eseguito sul palco e sugli schermi dall'attrice Kaiulani Lee -- ha girato gli USA, il Canada, l'Inghilterra e l'Italia fin dal 1995. L'opera, composta da due atti, è ambientata nella casa estiva nel Maine della Carson e nella sua abitazione a Silver Spring dopo la pubblicazione di Primavera Silenziosa. Lo spettacolo è stato eseguito a conferenze regionali e nazionali e in più di cento università.


MONSANTO CAUSES CANCER APRIL 23, 2015


The Poison Papers AUGUST 9, 2017




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